Rugby, Covid, che incubo: anche il Sei Nazioni non è più al sicuro


Rinviati Under 20 e donne, ombre sul torneo principale. Coppe: italiane dirette agli ottavi?

Altre inquietanti ombre si allungano sul movimento ovale. Anche l’attività di vertice è di nuovo sotto scacco: la pandemia di Covid-19 non dà tregua, anzi. Alle Nazionali e ai club. In Italia e all’estero. È di ieri l’ufficializzazione che il torneo under 20 e quello femminile del Sei Nazioni 2021, rispetto all’abituale finestra febbraio-marzo, saranno posticipati. Resiste, per ora, il torneo tradizionale. Ma i dubbi sono tanti. Tantissimi. Già lunedì, invece, le coppe europee erano state sospese. Almeno per i turni dei gironi di qualificazione previsti nei prossimi due weekend. I posticipi nel Pro 14 non si contano più. Come quelli in tutti i campionati nazionali, dalla Premiership inglese al Top 14 francese, fino alla Top League giapponese al via sabato, nel Paese che tra sei mesi dovrebbe ospitare l’Olimpiade: 44 persone di tre squadre – Toyota Verblitz, Suntory Sungoliath e Canon Eagles – sono risultate positive al virus e martedì due match sono stati cancellati, compreso l’atteso Verblitz-Sungoliath che avrebbe opposto Kieran Read e Beauden Barrett, leggende All Blacks. Per non dire del nostrano Top 10, che ha sin qui mandato in archivio non più di 28 partite delle 40 previste, con Viadana-Mogliano della nona giornata, prevista per dopodomani, già rinviata. E la base? Tante società sono a rischio sopravvivenza. Sarà questo il primo, urgentissimo problema da affrontare per chi, tra i sette attuali candidati alla presidenza, sarà chiamato a guidare la federazione dal 13 marzo.

Sei Nazioni

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Il torneo femminile è stato riprogrammato per la primavera o per la prima parte dell’estate: sul calendario incombe la Coppa del Mondo neozelandese (18 settembre-16 ottobre), preceduta dalle relative, ultime qualificazioni che coinvolgeranno anche l’Italia. Una decisione sui tempi è annunciata entro la fine del mese. Quando il torneo più classico, scartata l’ipotesi di una bolla, starà per partire: con Italia-Francia a inaugurarlo sabato 6 febbraio, in un Olimpico di Roma che si preannuncia inevitabilmente a porte chiuse. Con un però: il ministro dello sport francese Roxana Maracineanu, preoccupata per la nuova variante del Covid-19, come annunciato martedì in conferenza stampa, pretende garanzie dagli altri governi in fatto di protocolli sanitari, affinché i transalpini affrontino le previste trasferte in Irlanda e Inghilterra. La situazione è chiaramente in divenire. E in caso di rinvii ci sarà da verificare cosa accadrà al programmato tour estivo dei Lions bitannici in Sudafrica.

Le Coppe

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Di certo c’è che, per lo stesso motivo, i club francesi hanno rinunciato ai prossimi turni delle coppe europee, costringendole alla sospensione. Secondo certi media inglesi riprenderanno direttamente dalla fase a eliminazione, cioè dagli ottavi di finale. Da definire con quale format: il più plausibile potrebbe prevedere che le attuali prime otto di Challenge Cup – squadre italiane quindi comprese – affrontino quelle piazzate tra il 9° e il 12° dei due gironi di Champions. Con un format 1-8, 2-7, 3-6, 5-4 le Zebre sfiderebbero il Bath e Treviso il Connacht.

Zebre e Treviso

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I club italiani stanno vivendo momenti opposti. La franchigia federale, reduce dal doppio successo nei derby e da quattro risultati utili consecutivi, imbattuta dal 30 novembre, viaggia col vento in poppa. Il Benetton, invece, è in un periodo estremamente delicato e la decisione delle scorse ore di chiudere con un anno di anticipo rispetto al previsto (cioè a fine stagione) il rapporto con l’allenatore Kieran Crowley, nel ruolo dal 2016, non fa che confermarlo. In attesa di ripartire – entrambi contro Edimburgo in recuperi di Pro 14 – molti giocatori, tra ieri (a Parma per 20 Zebre) e mercoledì prossimo (a Treviso per 22 Leoni più l’invitato Faiva), sono coinvolti in raduni di poche ore con la Nazionale del c.t. Franco Smith e del suo staff. Otto, nell’ambito, i senza caps: Rimpelli, Manfredi, Casilio, Fusco e Bruno in un caso e Favretto, Pettinelli e Brex nell’altro.

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