Borse di oggi 14 gennaio 2021: andamento listini europei e mondiali



MILANO – Ore 12:15. La crisi di governo in Italia si guadagna le prime pagine dei siti d’informazione di riferimento per la comunità finanziaria internazionale, ma sui mercati per il momento non sembrano aprirsi scenari apocalittici. Il primo termometro da guardare in questi casi è lo spread tra Btp e Bund tedeschi, che è in leggero ampliamento in area 115 punti base: una manciata in più della chiusura di ieri sera, mentre prendeva forma lo strappo di Matteo Renzi dall’esecutivo di Giuseppe Conte. Il rendimento del decennale italiano è allo 0,61%.

Le Borse europee si portano in terreno positivo e anche Piazza Affari, inizialmente volatile, mostra un timido guadgno. Gli investitori restano dunque in stand-by in attesa di capire meglio cosa accadrà sul fronte politico. A metà giornata gli indici del Vecchio continente si confermano in cauto rialzo: Londra aggiunge lo 0,6%, Francoforte sale dello 0,1%, Parigi è in rialzo dello 0,1%. Anche Milano è in positivo dello 0,2%. Sul listino meneghino si mette in evidenza Fca, nel giorno dello stacco del maxi-dividendo in vista della fusione con Psa.

Il Tesoro registra risultati misti nell’asta di questa mattina, collocando tutti i 9,25 miliardi di Btp a 3, 7 e 30 anni. Nel dettaglio: assegnati 2,75 miliardi di euro di Btp con scadenza 2024. Il tasso scende al -0,23% da -0,3% dell’asta precedente. Collocati poi 4,5 miliardi di Btp a 7 anni con un rendimento che sale a 0,30% dallo 0,19%. Infine assegnati 2 miliardi di euro di Btp con scadenza 2051: il tasso scende all’1,47% da 1,763%.

Le banche d’affari e la crisi: “La Bce tiene a bada lo spread”

In una nota mattutina della banca d’affari americana Citi si ragiona di quel che accade a Roma e si spiega agli investitori internazionali come siano molte le vie possibili, a questo punto, e decisivi i prossimi giorni. “Ci aspettiamo che i mercati preferiscano una soluzione rapida piuttosto che un prolungato stato d’incertezza a gravare sul governo, dal momento che la pandemia e i suoi impatti economici stanno ancora colpendo l’Italia – scrivono gli economisti di Citi – I principali focus sui mercati riguardano la percezione di un rischio di nuove elezioni o di formazione di un nuovo governo che si allontani dall’attuale posizione pro-europea. Ci aspettiamo che restino rischi limitati”, conclude la banca Usa.

L’Italia trova posto anche negli appunti di inizio giornata di Unicredit, dove si arriva a simili conclusioni. Pur aprendosi “inevitabilmente” un periodo di “incertezza e scarsa visibilità” l’aspettativa è che sia un passaggio “breve vista la pressione che il presidente Mattarella probabilmente eserciterà sui partiti politici ponendo l’accento sulla necessità di risolvere” questa situazione. Da Intesa Sanpaolo annotano come “i toni” di Renzi “verso l’attuale presidente del Consiglio sono stati molto duri (ha accusato il premier di aver creato un ‘vulnus democratico’)” nella conferenza dello strappo. A questo punto, per la Cà de Sass “tutti gli scenari sono possibili, incluso quello di un nuovo governo con la medesima maggioranza (la sostituzione del presidente uscente, nonché una ridefinizione del programma e della squadra di governo, appaiono condizioni sufficienti a ricomporre la frattura tra Italia Civa e il resto della maggioranza, che appare determinata a evitare il precipitare della situazione verso elezioni anticipate)”.

Anche Equita Sim mette in evidenza i “toni duri” di Renzi che rendono meno probabile un Conte Ter con lo stesso sostegno dell’altro ieri, aprendo a un triplice scenario: crisi con nuovo governo sostenuto dalla stessa coalizione, “con o senza Conte”; governo senza Italia Viva con il sostegno di altri senatori; governo di unità nazionale. “In tutti questi scenari, pensiamo che le tensioni sullo spread possano essere limitate grazie al supporto degli acquisti della Bce, anche se aumenterebbero le preoccupazioni sull’efficacia dell’azione di governo. Se poi tutti questi scenari dovessero fallire, si andrebbe verso nuove elezioni, scenario che potrebbe invece creare tensione sullo spread ma che al momento giudichiamo ancora come il più improbabile”.

 

Cina, vola l’export. Germania: Pil scende del 5% nel 2020

A livello globale, le Borse sono miste dopo il voto alla Camera Usa per il secondo impeachment di Donald Trump. In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo, sulla scia dei buoni dati sul ‘made in Chinà e mentre il presidente eletto Joe Biden si prepara a delineare i suoi piani per un massiccio stimolo fiscale negli Stati Uniti. L’indice Nikkei è salito dello 0,85% a 28.698 punti. Positiva anche Hong Kong (+0,9%), mentre Shanghai ha chiuso in ribasso dello 0,9%.

Proprio dalla Cina sono arrivati chiari segnali di ripartenza economica alla fine dell’anno: il surplus commerciale della seconda potenza mondiale a dicembre è salito al livello record di 78,17 miliardi di dollari, contro i 47,25 miliardi di un anno prima e sopra le attese. L’attivo commerciale trae vantaggio dalla ripresa dell’export che a dicembre sale del 18,1%, oltre il 15% atteso dagli analisti ma sotto il 21,1% di novembre. L’import cresce del 6,5%, contro il 4,5% del mese precedente. In Germania, invece, l’istituto di statistica Destatis ha parlato di un Pil in calo del 5% nel 2020, in linea con le attese e meno grave del -5,9% della crisi economico-finanziaria del 2009, e di un deficit al 4,8%.

Tra le valute, l’euro apre sotto 1,22 dollari e cala lo yuan. La moneta europea passa di mano a 1,2152 dollari e 126,45 yen. Sale dollaro/yen a 104,06. Gli investitori hanno continuato a liquidare le scommesse ribassiste. Il biglietto verde è salito in quattro delle ultime cinque sessioni di negoziazione poiché la prospettiva di ulteriori stimoli ha pesato sui titoli di stato statunitensi, inviando il rendimento del Treasury a 10 anni al di sopra dell’1% per la prima volta da marzo. Il rafforzamento del dollaro fa scendere lo yuan che apre a 6,468 sul biglietto verde.

Per quanto riguarda, infine, le commodity il prezzo del petrolio apre in lieve calo. Timori per l’aumento dei contagi, saliti a 92 milioni nel mondo. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti cedono lo 0,17% a 52,82 dollari e quelli sul Brent scendono dello 0,3% a 55,87 dollari al barile.

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