Masters judo: bene Mungai, Italia a secco. Basile torna nell’Esercito


L’azzurro a Doha nei 90 kg esce negli ottavi di finale dopo aver battuto in precedenza il forte sudcoreano Gwak

Con la bella, ma sfortunata, prova di Nicholas Mungai si è concluso a Doha il World Judo Masters 2021. Nei 90 kg il ventisettenne azzurro ha saputo mettere sotto il sudcoreano Donghan Gwak, già campione del mondo nel 2015, bronzo 2017 ed attualmente nono nel ranking mondiale: una perla quella confezionata da Mungai che ha messo a segno un punto (wazari) poco prima della metà dell’incontro e poi ha gestito alla grande senza mai andare in affanno. Questione complicata anche agli ottavi di finale, con il mongolo Altanbagana Gantulga, ma l’efficacia di Mungai è scivolata sulla risposta alla spazzata fatta quando si era già al golden score. “La gara è cominciata bene – ha detto Mungai -. Al primo incontro ho battuto il coreano che comunque è un atleta forte. Sono arrabbiato per com’è andato il secondo incontro, ero sicuro di averlo ‘pizzicato’ con il ‘sankaku’, ma così non è stato. Poi al Golden score ho preso punto contro per un’ingenuità. Purtroppo, ho fatto un errore e a questo livello gli errori si pagano. C’è ancora molto su cui lavorare ma penso di essere comunque sulla strada giusta”.

Il coach

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È in linea con lui il pensiero del coach Francesco Bruyere, che ha detto: “Nicolas è in continua crescita e questo ci fa ben sperare per il futuro imminente. Oggi si è espresso molto bene battendo l’ex campione del mondo Gwak. Un incontro difficile sulla carta che è riuscito a risolvere in maniera egregia. Peccato per il match con Gantulga, ha fatto tutto quello che doveva ed è riuscito anche a chiuderlo a terra ed ancora mi chiedo come abbia fatto l’avversario a resistere e a non cedere. Purtroppo, poi ha pagato un piccolo errore, ma rimane la sua un’ottima prestazione con ottime prospettive future”.

Il bilancio

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Un Masters senza medaglia per l’Italia quindi, ma va detto che nelle dieci edizioni fin qui disputate, di medaglie se ne sono vinte solo quattro con Lombardo (oro 2019), Giuffrida (bronzo 2015 e 2016) e Moretti (bronzo 2012), con i quinti posti di Gwend (2013 e 2014), Bruyere (2012) e Ciano (2010). Per la squadra si è chiusa quindi un’altra edizione severa, ma con note di fiducia e riscontri di consapevolezza positiva. “È un momento non facile – è stato il commento sul Masters di Manuel Lombardo – per tutti. Ho lasciato un percorso a metà ad inizio 2020 e ho mal pensato di poterlo riprendere dallo stesso punto, quando invece c’è bisogno di recuperare la forma che negli ultimi mesi evidentemente è stata persa. Per fortuna nei prossimi mesi c’è il tempo di mettere a posto insieme a Pierangelo ed allo staff della nazionale quello che non è andato nell’ultimo periodo ed è quello farò. Ora mi prenderò del tempo per tornare al 100%”. “Non ritorno a casa con il risultato che speravo – ha detto invece Maria Centracchio – posso dire comunque di aver dato tutto e che ritorno quindi anche consapevole delle mie capacità e pronta a lavorare su ciò che bisogna migliorare”. “Sono dispiaciuto – è il sentimento di Antonio Esposito – pensavo di combattere meglio con il georgiano (Tato Grigalashvili, che poi ha vinto la gara, ndr), ma purtroppo ha avuto la meglio troppo in fretta… ritornerò in palestra e lavorerò ancora di più per batterlo”. “Sto metabolizzando ciò che è accaduto – è stata la riflessione di Odette Giuffrida – Sai, quando perdi perché vieni proiettata o comunque battuta, è diverso. Torni a casa e sai su cosa lavorare. Perdere così non è facile. Non mi è mai successo. Mi sentivo davvero bene. Sono sicura che sarei stata capace di vincere la gara. Ed invece è finita così. Devo essere sincera – ha aggiunto Odette – non mi è sembrato di mettere in pericolo il braccio della mia avversaria, nè era assolutamente mia intenzione farlo. Sono sicura che lo sa anche lei, tant’è che una volta finito l’incontro mi ha aspettata per stringermi la mano. Una volta scesa dal tatami ho comunque rivisto il video e secondo le regole e il modo in cui le stanno applicando ultimamente, la decisione arbitrale è stata giusta. Ciò nonostante, continuo a credere che non ci sia stato il rischio che lei si faccia male, purtroppo la presa sinistra mi è scivolata e l’hansokumake è arrivato. Scesa dal tatami, sono stata presa dal nervoso e dall’energia ancora in corpo il mio primo pensiero è stato “a saperlo che finiva così potevo festeggiare Natale e Capodanno con la mia famiglia”, ma nemmeno due minuti più tardi già mi davo dell’idiota per averlo pensato ed ero già sul tatami ad allenarmi e sfogarmi. Ora sto aspettando la prossima gara”. “Penso che siamo una squadra forte – ha detto Christian Parlati – Abbiamo tanto dentro e lo dimostreremo quanto prima. Personalmente so che posso fare molto di più, un incontro molto tirato perso per una piccola disattenzione. Guardiamo avanti!”.

Basile

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L’ultimo a commentare è stato Fabio Basile, ancora scioccato per l’episodio che ha caratterizzato il suo Masters. “Perdere è un’altra cosa – ha detto – ma così proprio non mi capacito, anzi posso dire di non essermene nemmeno accorto di quanto è successo. Ero senza prese ed il piede è scivolato sul tatami, tutto il resto è stato una conseguenza dell’istinto e basta. Ho voluto andare anche dalla commissione arbitrale per vedere e per provare a spiegare cos’è successo, in ogni caso è andata così. Certo, non è il massimo che un Master finisca in questo modo, ma anche questo fa parte del gioco e si deve accettare”. Nell’agenda di Fabio Basile fra l’altro, c’è anche un importante appuntamento segnato proprio sulla data di domani: “Sì, domani c’è l’appuntamento per la firma che segnerà il ritorno in forza al Centro Sportivo dell’Esercito”. Naturalmente continuando a pensare alle Olimpiadi…

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