Adriano Urso, morto d’infarto a Roma il pianista jazz che faceva il rider



Una vita per la musica, sulle note dello swing e del jazz, finita nel giro di pochi minuti a causa di un infarto che l’ha stroncato prematuramente, a quarant’anni.

È morto così Adriano Urso, mentre col supporto di qualche passate, domenica sera, provava a far ripartire la sua auto d’epoca con a bordo la box di JustEat, servizio in rete di ordinazione e consegna pasti. Coi locali chiusi causa pandemia, lui, pianista che per tutto l’anno faceva su e giù per l’Italia tra festival e club di fama, era rimasto senza lavoro.

Hai lasciato un vuoto incredibile ed incolmabile nella mia vita, ancora non posso credere che il mondo sia così ingiusto, addio fratello mio!

Pubblicato da Emanuele Urso su Lunedì 11 gennaio 2021

Così, momentaneamente, in attesa di tempi migliori, si era riciclato mettendosi a fare il rider, per guadagnare come poteva. Tra i messaggi di cordoglio di artisti, manager, clubbers e fan, il più accorato è quello del fratello Emanuele, clarinettista e batterista con il quale si è sempre esibito: “Hai lasciato un vuoto incredibile ed incolmabile nella mia vita, ancora non posso credere che il mondo sia così ingiusto, addio fratello mio”, ha scritto sui social.

“Con te se ne va un pezzo di storia del jazz italiano e anche un pezzo del mio cuore”, aggiunge Valeria R., una sua amica. E ancora, tra le parole che gli vengono dedicate, quelle di Roberta G.: “Te ne sei andato troppo presto, il dolore per la tua perdita è grande, il vuoto che lasci incolmabile”.

“Sarà difficile tornare nei luoghi dove ti sentivamo suonare e dove ci facevi ballare. Sarà difficile passare al bancone del bar senza poter incontrare più il tuo sorriso e senza poter ascoltare più gli aneddoti delle tue notti. Ciao uomo gentile di un altro tempo, mancherai troppo”, scrive, infine, Alessia C., che ha pubblicato la foto di lui all’interno della sua automobile, quella che si è ritrovato a spingere perché si era improvvisamente fermata pochi minuti prima di accasciarsi a terra e di esalare l’ultimo respiro.

“Esprimiamo profondo dolore e cordoglio per la morte di Adriano Urso, un musicista che per superare la drammatica stagione che sta vivendo il settore della cultura aveva cominciato a fare il rider. Adriano e’ stato colpito da un infarto mentre spingeva la propria macchina rimasta in panne durante un turno di consegne.”. Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio. “Denunciamo ancora una volta l’insufficienza di misure per garantire continuità di reddito e giusto salario per le categorie di lavoratori più precari, molto presenti nel settore della cultura. Per questo, nei prossimi giorni, proseguiremo la mobilitazione a sostegno dei diritti dei riders e dei lavoratori della cultura”.

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