Idrogeno verde, Enel ed Eni si alleano: primo impianto entro due anni



ROMA – Idrogeno verde: Eni ed Enel si alleano per realizzare il primo impianto entro due anni. L’energia prodotta arriverà da fonti rinnovabili e servirà ad alimentare due raffinerie ancora da individuare, in modo da ridurre le emissioni di co2. Alla base del progetto, un elettrolizzatore da 10 megawatt: sarà l’impianto pilota per successive applicazioni su più larga scala. Come si legge in una nota congiunta “si prevede che inizi a generare idrogeno verde entro il 2022-2023”.

Le due principali aziende a controllo pubblico, leader nel settore energia a livello gobale nonché le prime due per capitalizzazione di borsa, si mettono insieme, in una alleanza finora inedita, per reggere la sfida della transizione energitica in un settore ancora in fase sperimentale ma che viene indicato come tra i più promettenti del prossimo decennio.  Entro il 2050, per gli esperti,  il 25% del fabbisogno energetico, sistema dei trasporti compresi, sarà coperto dalla tecnologia dell’idrogeno: in pratica, sostituirà la quota al momento soddisfatta dagli impianti a carbone a livello globale.

Basterebbe citare gli investimenti annunciati da Germania e Francia sull’idrogeno verde, rispettivamente 9 e 7 miliardi, per intuire che l’Italia non può rimanere indietro, così come non può permettersi di non costruire una sua filiera nel settore. Per l’Europa, così come per l’Italia, la sfida dell’idrogeno è decisiva, dopo aver perso quella sul solare, dove la tecnologia dei pannelli fotovoltaici è in mano all’Asia (la Cina su tutti) e agli Stati Uniti.

Ecco spiegato come mai si mettono insieme Eni ed Enel, che finora non avevano mai dato vita ad alcuna collaborazione. E non è un caso che l’annuncio arrivi a pochi giorni dall’incontro che il ministro dell’economia francese Bruno Le Maire ha avuto con il suo omologo italiano, Roberto Gualtieri; incontro in cui, parlando anche a nome del governo tedesco, ha sollecitato l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte ad accelerare la presentazione di progetti innovativi legati ai fondi europei sulla transizione energetica (e più in generale sul Next Generation Ue).

L’ingresso sulla scena dell’idrogeno “italiano” di Eni ed Enel diventa così un impegno ufficiale per sostenere i progetti a livello europeo. E si lega alle iniziative già avviate da altri gruppi a controllo pubblico come Snam – che ha sperimentato l’immissione di una soluzione misto gas-idrogeno nella rete – e come A2a, che proprio oggi ha annunciato la realizzazione dei primi treni a idrogeno sulla rete locale in Lombardia.

L’ingresso di Enel ed Eni potrebbe favorire un’accelerazione verso la tecnologia dell’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili, al momento meno economico dell’idrogeno prodotto da idrocarburi. Il Gruppo Enel sta sviluppando progetti anche in Spagna, Cile e Stati Uniti. “Se i miglioramenti economici attesi nel settore dell’idrogeno verde dovessero essere confermati – si legge in una nota aziendale – si prevede di aumentare la capacità di produzione di idrogeno verde a oltre 2 GW entro il 2030”. Eni, da parte sua, sta studiando ulteriori progetti in Italia e nel Regno Unito.

Le dichiarazioni dei due amministratori delegati ne costituiscono un impegno più che formale. “Il sistema generale che abbiamo in mente – ha sottolineato Francesco Starace, ad di Enel – funzionerà come un circuito chiuso in cui l’elettrolizzatore alimentato da energia rinnovabile e la raffineria saranno presso lo stesso sito, evitando così la costruzione di complesse infrastrutture di trasporto per l’idrogeno. Desideriamo vedere l’idrogeno verde rifornire i processi di raffineria e bioraffineria di Eni e stiamo lavorando per avere il primo sistema operativo prima della fine del nostro attuale piano triennale”.

Per l’ad di Eni, Claudio Descalzi “questa collaborazione per lo sviluppo dell’idrogeno verde rientra nella più ampia strategia di transizione energetica di Eni. Il nostro obiettivo è quello di accelerare la riduzione della nostra impronta carbonica, implementando le migliori soluzioni applicabili a basse emissioni di CO2, verdi o blu, per ridurre le nostre emissioni dirette e fornire prodotti bio ai nostri clienti “.

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