Rugby, Autumn Nations Cup, vincono Inghilterra e Galles


Nella seconda giornata del torneo a Twickenham con una doppietta di May battuta l’Irlanda per 18-7, a Llanelli la Georgia cede 18-0 subendo solo due mete. Domani Scozia-Francia

L’Inghilterra mostra i muscoli e annienta l’Irlanda (18-7 a Twickenham), mentre il Galles piega senza convincere la Georgia a Llanelli (18-0) nei due match del Gruppo A per la seconda giornata della Autumn Nations Cup. In classifica l’Inghilterra comanda con 9 punti, davanti a Galles e Irlanda a 4. Fra una settimana la nazionale della Rosa sarà ospite del Galles a Llanelli (gli basterà prendere un punto per chiudere prima), mentre l’Irlanda ospiterà la Georgia. Invece domani per il Gruppo B, dopo la cancellazione di Italia-Figi, si giocherà Scozia-Francia (ore 16). Con l’esplosione di casi di Covid nel team del pacifico, dopo la cancellazione delle sfide con azzurri e bleus tutto lascia pensare che salterà anche la sfida con la Scozia della settimana prossima, con le vittorie assegnate a tavolino alle altre 3. Gli organizzatori sperano di salvare almeno quella che sarà la finale per il 7/8 posto del 5 dicembre a Murrayfield contro l’ultima del Gruppo A.

Twickenham

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Nel match che a Twickenham ha aperto il pomeriggio, gioco in mano agli inglesi per un buon quarto d’ora. La difesa irlandese barcolla, si rifugia nella scorrettezza, ma non cade, fino al 17′, quando dall’ennesima ruck si capisce che di strada gli avanti non ne possono fare più e allora Ben Youngs chiama in causa Owen Farrell, che con un cross kick molto alto va a cercare largo a destra Jonny May, che vince il duello aereo con l’estremo Hugo Keenan, atterra, si gira e va oltre la linea a schiacciare. E May al 21′ fa doppietta con un’azione personale: gli irlandesi perdono la touche lanciata a 10 metri in attacco, gli inglesi non si fanno pregare e ripartono alla mano, l’ala riceve palla ancora dentro i 22, accelera, evita due placcaggi e poi calcia a inseguire nella metà campo vuota, arriva primo sull’ovale che rimbalza nei 22 avversari, con un calcetto lo manda in area di meta dove arriva ancora una volta primo per finalizzare un coast-to-coast strepitoso. E Farrell, che aveva sbagliato la prima trasformazione, stavolta realizza. L’Irlanda sembra finalmente svegliarsi e alla mezz’ora sfiora la meta, con Keith Earls che, su invenzione del mediano Jamison Gibson-Park, prende un buco nei 22 e arriva a due metri dalla linea, fermato dalla difesa inglese che ruba anche palla. L’Irlanda inizia il secondo tempo con lunghe fasi in attacco, ma non riesce a creare pericoli, poi dall’altra parte l’arbitro francese Pascal Gauzere e il Tmo gallese Nigel Owens regalano agli inglesi un piazzato per una strattonata di Quinn Roux su Tom Curry giudicata troppo vicina al collo: la seconda linea irlandese ha il solo torto di tirar via la terza inglese dal raggruppamento sotto gli occhi del direttore di gara per una chiamata inutilmente severa. Farrell si ripete al 52′ e sul 18-0 la partita sembra ormai chiusa. Il merito maggiore dell’Inghilterra sta nel far sembrare mediocre un avversario invece molto forte: è la difesa, affamata e organizzata, a fare la differenza. L’Irlanda infatti assedia i 22 inglesi, ma non riesce a trovare il varco giusto, nemmeno quando Ross Byrne (partita mediocre per il sostituto di Jonathan Sexton) sul vantaggio tenta la via del grubber per Chris Farrell, che arriva sulla palla, ma su di lui piomba a impedirgli di schiacciare Henry Slade. L’operazione riesce meglio al 74′, quando, dopo 10 fasi di possesso, Billy Burns (appena subentrato a Byrne) appena oltre la linea dei 10 metri calcia alle spalle della difesa inglese per l’altro neo entrato Jacob Stockdale, che raccoglie al volo e sprinta sotto i pali (e Burns trasforma). Meta meritata per il 18-7, ma non c’è tempo per fare altro.

Llanelli

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In Galles le cose vanno più o meno in maniera simile alla sfida di Twickenham di una settimana fa, con la Georgia costretta a difendersi praticamente nei suoi 22 per quasi tutto il tempo. Ma, a differenza dell’Inghilterra, il Galles, in un chiaro momento no (le 6 sconfitte consecutive da cui è reduce la squadra del c.t. Wayne Pivac lo dimostrano), non riesce a centrare il bersaglio grosso per oltre metà tempo. La sblocca infatti Callum Sheedy (prima da titolare dopo l’esordio con l’Irlanda per la 25enne apertura dei Bristol Bears) su piazzato conquistato dalla mischia al 10′. Al 26′, dall’ennesima mischia a 5 metri, dopo avere mancato il bersaglio in un paio di occasioni, il Galles trova finalmente una piccola superiorità al largo, con Louis Rees-Zammit (secondo cap e primo da titolare anche per la 19enne ala del Gloucester) che può volare alla bandierina sul bell’assist di Sheedy (che sbaglia la difficile trasformazione). La Georgia trova però il modo di affacciarsi nella metà campo gallese, senza però raccogliere punti, nemmeno quando a tempo scaduto arriva un calcio piazzato, perché Tedo Abzhandadze lo manda largo. Sheedy va ancora per un facile piazzato al 51′, poi al 56′ il flanker Beka Saghinadze rimedia un cartellino giallo per un violento intervento (braccio deliberatamente sul volto) su Justin Tipuric: forse avrebbe meritato il rosso. Ma il Galles pasticcia troppo: una touche a 5 metri gettata via, un possesso buttato a metà campo e un’altra touche persa sono esempi lampanti. Non va bene nemmeno quando il debuttante flanker James Botham recupera una palla vagante a metà campo e s’invola sulla fascia destra: quando viene placcato nei 22 arriva a sostegno Cory Hill ma in tuffo e viene giustamente punito. E così i 10 minuti in inferiorità passano senza danni per i georgiani. Che manchino idee lo dimostra anche un mediano del talento di Rhys Webb, che alza un inutile calcetto nei 22 avversari, provocando un pericoloso contrattacco che finisce in touche. Webb si rifà volando in meta al 76,’ ma gran parte del merito è di Sheedy, che serve veloce largo a sinistra per Rees-Zammit, che a sua volta offre l’assist al sostegno interno del mediano (Sheedy sbaglia ancora la trasformazione).

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