Atletica, altro che Filippide: Kilian pronto per la maratona che non finisce mai



Fate conto uno che parte a mezzogiorno da Piazza Duomo a Milano e arriva a Piazza della Signoria a Firenze, alle 12 del giorno dopo. Sono 303 km secondo il tragitto scelto da Google Maps. Ci mettiamo un mezzo giro davanti alla Galleria in partenza per fargli fare un po’ di passerella, e un altro bel passaggio davanti a Palazzo Vecchio e fanno 304 km. In macchina? In moto? In bicicletta? No, a piedi. Di corsa insomma. 

Una di quelle cose folli che fanno questi pazzi dello sport avventura. In questo caso uno skyrunner – quelli che corrono in montagna -, Kilian Jornet i Burgada, 33enne spagnolo montanaro dei Pirenei, aduso a imprese del genere, che per intanto ha deciso quantomeno di correre questa distanza in 24 ore su una pista d’atletica norvegese. Per la precisione Mandalen. E per la precisione ancora almeno un metro in più di 303,506 km, che è il record di distanza detenuto dal 1997 da Yiannis Kouros, ultramaratoneta greco nato a Tripoli e già definito a suo tempo “Il Dio della Corsa” o anche “Il Successore di Filidippide”, “L’Inarrestabile”, “Il Signore del Dolore” (il più azzeccato.…) Un pazzo scatenato, benevolmente parlando, autore a quanto pare di 1000 poesie e detentore – secondo Wikipedia – dei seguenti record, di cui gli umani possono pure dubitare, ma che insomma pare siano effettivamente certificati e registrati: 162, 543 km in 12h; 303, 506 km in 24h; 473,797 km in 48h; 1000 km, in 5 giorni, 16ore e 17 minuti; 1036 km in 6 giorni. Evidentemente il corpo umano è capace veramente di cose straordinarie.
 

Molto più banalmente dunque lo skyrunner pirenaico/norvegese – 1,71 di altezza per 58 kg di peso –  tenterà, appena le condizioni meteo saranno ottimali e il suo fisico al top dopo una serie di infortuni per i sentieri di montagna e gli allenamenti su strada che ne hanno intralciato la preparazione, di infrangere il limite delle 24 ore di corsa su pista. Le date ipotizzate al momento sono 21 o 22 novembre. I 303, 506 km sui classici 400 metri corrispondono a 759 giri di pista. L’impresa, manco a dirlo, ha la sponsorizzazione, l’imprinting e l’assistenza di una famosa marca di sci. E pur non essendoci possibilità di pubblico in tribuna nel piccolo stadio d’atletica per i problemi della pandemia del Covid, ovviamente tutto è demandato alla diretta social che farà impazzire tutti gli appassionati del running e non solo.
 
Siti e giornali spagnoli riportano con una certa enfasi il tentativo di impresa. Anche perché tra gli obiettivi di Kilian – definito una leggenda – ci sarebbe pure la classicissima maratona, per cui si sta preparando con corse sull’asfalto, per cercare addirittura di sbarcare alle Olimpiadi di Tokyo 2020 alias 2021.

Kilian, catalano di nascita, è vissuto in un rifugio pirenaico a 2000 metri di altezza. I suoi genitori erano appassionati di montagna e di sport d’alta quota a loro volta. A soli 5 anni era già stato in vetta ad alcuni 4000. Nella sua carriera Kilian Jornet ha fatto le cose più strane e folli: ha attraversato tutta la Corsica in 32 ore, fatto tutto il giro del Lago Tahoe in Sierra Nevada a 1800 metri d’altezza per 266 km in 45 ore, in 7 ore è arrivato in cima ed è ridisceso dal Kilimanjaro, in 5 dal Monte Olimpo, E’ campione del mondo di Skyrunning, Vertical Kilometer e SkyMarathon. Dal Monte Bianco all’Everest ha scalato moltissime cime, ma su una cresta innevata del Bianco ha anche perso l’amico Stephen Brosse, caduto per oltre 600 metri.

Jornet dopo aver girovagato a lungo per il mondo, abitato in un rifugio alle pendici del Monte Bianco, ora vive in Norvegia a Mandalen Rauma insieme alla fidanzata svedese Emelie Forsberg, anche lei pluricampionessa di skyrunning e alla figlia Maj. 

Per curiosità: in bicicletta il record delle 24 ore è 1088 km, su una moto Harley Davidson elettrica 1723 km, su quattro ruote alla 24 ore di Le Mans una R15 TDI ha percorso 5410 km. Ora ne servono 304 a piedi, di corsa. Parlando del tentativo di impresa Kilian ha detto: “Sono così tanti chilometri che non riesco nemmeno a visualizzarli”.

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