Scuole calcio, nuova stretta: il Ministero dell’Interno dice stop


Per qualche ora si erano illusi. Poi è arrivata la stretta. Le scuole calcio e gli altri sport di base “di contatto” devono fermarsi. O almeno così vuole il Ministero dell’Interno. Certo il Dpcm di domenica aveva lasciato aperti dubbi: la formula utilizzata – “sospensione dell’attività” – sembrava obiettivamente chiudere tutto ciò che riguardava gli sport di contatto che non fossero gli incontri di interesse nazionale.

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Matteo Pinci




Poi però il ministro Spadafora, pubblicamente, aveva rassicurato, confortato dalle “domande e risposte” del Dipartimento sport sul Dpcm, che permetteva “gli allenamenti per sport di squadra in forma individuale, previo rispetto del distanziamento”.

 

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Già nelle scorse ore, però, la Lega nazionale dilettanti del calcio e le altre federazioni avevano ricevuto indicazioni circa un chiarimento che avrebbe escluso per tutti la possibilità di andare avanti. Chiarimento che è arrivato attraverso una circolare dell’ufficio di gabinetto del Ministero dell’Interno. Dove, a pagina 4, si legge chiaramente una specifica che non lascia spazio a dubbi di interpretazione, parlando degli sport di contatto: “Per tali attività sportive vengono sospese non solo le gare e le competizioni ludico-amatoriali, confermando quanto già disponeva il precedente Dpcm, ma altresì tutte le altre attività connesse, praticate a livello dilettantistico di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento; sicché sono ricomprese nella generale sospensione anche le attività di allenamento svolte in forma individuale”.
 

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Dalla notte di ieri, il Dipartimento sport è al lavoro per capire l’applicabilità di una norma che non è nel Dpcm, ma che arriva comunque dall’autorità nazionale di pubblica sicurezza. Cosa fare? Se lo chiedono le 8 mila scuole calcio italiane e migliaia di altre scuole di sport di squadra all’aperto.

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