Coni, Bach: “Legge sport non rispetta Carta olimpica. A rischio medaglie a Tokyo”



ROMA- Allarme per lo sport italiano. “Siamo molto preoccupati riguardo la situazione e il funzionamento del Coni. E questa preoccupazione sta crescendo. Abbiamo scritto una lettera al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, rappresentando la seria preoccupazione perché vediamo che con questa legge il Coni non è conforme alla Carta Olimpica. In questo momento vediamo un rischio impattante sulla preparazione degli atleti olimpici dell’Italia per le Olimpiadi di Tokyo: questo può significare meno chance di medaglie per l’Italia”, parole (durissime) del presidente del Cio Thomas Bach sulla riforma dello sport in iter di discussione da mesi ormai.

Bach ha parlato a lungo in una conferenza stampa in occasione dei Mondiali di ciclismo a Imola dove erano presenti anche Giovanni Malagò e Francesco Ricci Bitti. Il Cio potrebbe sospendere il ricoscimento del comitato olimpico italiano già il 7 ottobre nel prossimo esecutivo, gli azzurri non potrebbero gareggiare alle Olimpiadi sotto la bandiera tricolore ma solo l’egida del Cio. Niente inno di Mameli. Inoltre il Cio ha promesso quasi un miliardo a Milano-Cortina 2026, e questa cifra potrebbe tornare in discussione. “Siamo molto preoccupati sulla non funzionalità del Coni, che non è conforme alla Carta olimpica. Questo significa che siamo anche molto preoccupati per la preparazione e l’organizzazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Capisco che ora il Coni sta cercando un’altra soluzione, per riuscire a soddisfare i requisiti minimi, quindi essere in accordo con la carta olimpica e soddisfare. Il segretario generale del Coni ha bisogno di essere messo in condizione di lavorare nel pieno delle sue funzioni. Ora invece il segretario generale è soggetto alle istruzioni di società esterne al Coni”. Così il presidente del Cio Thomas Bach, riferendosi alla situazione del Coni in relazione all’ente pubblico Sport e Salute. Anche in passato il segretario generale (Carlo Mornati) dipendeva da Coni Servizi, che tuttavia era una società operativa del Coni, mentre Sport e Salute è indipendente dal Coni e a rischio, secondo il numero uno dello sport mondiale, c’è anche l’operatività in diversi settori strategici: “Anche il marketing – sottolinea Bach – impatta sui cerchi olimpici e non può dipendere da società esterne. Speriamo che una soluzione venga raggiunta molto presto, perché Tokyo non aspetta e Milano-Cortina non aspettano”, ha spiegato ancora Bach, mai così pesante sulle inadempienze del governo italiano. “Al momento c’è un incontro programmato (con il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, ndr) per il 15 ottobre, ma molto amichevolmente dico che oggi non ci sono le condizioni per farlo.

Al momento non abbiamo ricevuto una risposta dal ministro riguardo le preoccupazioni che avevamo espresso in precedenza”, così ancora Bach. Il Cio ha ribadito nella lettera inviata da James McLeod la scorsa settimana a Spadadora che la riforma “viola” la Carta Olimpica per quanto riguarda la governance e l’autonomia del Coni. E questo, a Losanna non possono accettarlo. Dura la replica a Bach del ministro Spadafora: “Bach sta in modo inusuale e poco istituzionale parlando di una bozza di legge che francamente stento a credere che abbia personalmente letto. Se invece davvero così fosse, indichi con chiarezza assoluta in quali punti la bozza non rispetta la Carta Olimpica, oppure eviti di trascinare il CIO in un dibattito davvero poco edificante per una istituzione così importante.

L’attacco del ministro dello sport

Del resto – aggiunge Spadafora – se per Bach l’autonomia del Comitato Olimpico in Bielorussia non è in discussione, figuriamoci in Italia. Il Testo Unico invece, come puntualmente scritto nella lettera che è stata inviata al CIO nelle scorse settimane, affronta e risolve positivamente proprio alcune delle questioni sollevate da Bach. E’ ridicolo sostenere che la riforma possa incidere sulla preparazione degli atleti italiani e sulle loro possibilità di vittoria a Tokyo, una frase che offende l’Italia e i suoi grandi atleti. Chiederò conto a Bach di queste sue parole e di tutte le sue dichiarazioni in una lettera che gli invierò domani stesso. Intanto – sottolinea ancora il ministro – lo tranquillizzo sui preparativi di Milano -Cortina 2026 che procedono bene come potranno confermargli sia il Presidente del Coni che il presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, che del resto sono la stessa persona: forse potrebbe in questo caso ravvisarvi qualche forma di conflitto di interesse, anche alla luce di notizie emerse oggi dagli organi di stampa. Condivido invece che non ci siano condizioni al momento per alcun incontro, che del resto non era assolutamente previsto nè nella data del 15 ottobre nè in altra data”.

Mercoledì 30 Spadafora incontrerà i partiti di Maggioranza per un ennesimo vertice: Pd e Italia contestano alcuni punti della riforma che rischia di arenarsi. Lo stesso giorno vertice al Coni coi presidenti di Federazione, sempre più infuriati. Qualcuno, come Petrucci, parla di “mobilitazione”.

La sorpresa di Sport e Salute

Sorpresa a Sport e Salute per le parole del presidente del Cio. La società nata dalla riforma dello sport voluta da Giorgetti è convinta di non avere mai interferito con le decisioni del segretario generale del Coni. Peraltro Carlo Mornati è membro del Consiglio di amministrazione di Sport e Salute e partecipa ogni qual volta si discute di organismi sportivi, attività sportiva e contributi. Il discorso di Bach ha colpito Sport e Salute soprattutto sul piano della gestione economica, considerando che la società presieduta da Vito Cozzoli ha già versato al Coni circa 10 milioni per la spedizione olimpica di Tokyo del prossimo anno, rinunciando anche ad alcune somme dovute in base al contratto di servizio vigente.

Malagò: “Da fine 2018 siamo arrivati a fine settembre 2020…”

Giovanni Malagò, n.1 del Coni, ha aggiunto: “Non ha detto nulla di quanto noi addetti ai lavori sappiamo da tempo. C’erano date molto chiare, da fine del 2018 siamo arrivati alla fine di settembre 2020 e la Carta Olimpica è chiarissima. Il mondo dello sport mondiale ci ha dato fiducia assegnandoci le Olimpiadi invernali. E il Coni è tra i primi firmatari del contratto olimpico”. Le osservazioni del Cio al governo italiano, ai tempi di Giorgetti, erano chiare: la richiesta era di intervenire su sei punti. Poi, la pratica è stata ereditata da Spadafora e siamo a questo punto (fermo). Domani, lunedì, partirà una nuova lettera del Coni al ministro Spadafora.

 

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