Festival dello Sport 2020, con Belinelli, Melli, Gallinari c’è profumo di Nba


Al Festival, Dan Peterson ci regalerà un siparietto vintage con i miti Chuck Jura e Bob Morse. Galanda e le Nazionali: lezioni di 3 contro 3

Anche alla terza edizione del Festival dello Sport – l’evento Gazzetta che quest’anno, causa Covid, si terrà in versione Digilive tra venerdì 9 e domenica 11 ottobre – il grande basket italiano e internazionale avrà largo spazio con campioni del passato e del presente. Giocatori e allenatori leggendari si alterneranno nel calendario degli appuntamenti ripercorrendo quasi 50 anni di canestri.

i nostri Nba

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Tre giocatori e un coach italiani da tempo si stanno facendo onore nella grande lega Usa. Avremo in contemporanea il trio Belinelli-Gallinari-Melli. Cioè lo scheletro della Nazionale di Sacchetti. Marco Belinelli, bolognese, 34 anni, guardia di 198 cm, è entrato in Nba nel 2007 chiamato al draft come numero 18 da Golden State dopo avere vinto uno scudetto a 19 anni da protagonista con la Fortitudo Bologna. Tiratore naturale, soprattutto da tre col suo fulminante “catch and shoot” (ricevi e tira), negli Usa ha girato nove squadre in 13 stagioni, con due periodi a San Antonio vincendo un titolo Nba e la gara da trepunti dell’All Star Game nel 2014. Con gli Spurs ha finito l’ultima stagione senza accedere ai playoff, è in scadenza di contratto e attende un’offerta.
Danilo Gallinari, milanese di Sant’Angelo Lodigiano, 32 anni, ala di 208 cm, dopo Bargnani – alle spalle gli esordi di Pavia e il passaggio a Milano – è stato la scelta italiana più alta in Nba: la sesta nel 2008 di New York. Denver, Clippers e ora Oklahoma sono state le tappe successive del Gallo che ha fatto grandi numeri e grandi contratti ma ancora non ha visto riconosciuto nel palmares il suo talento. Lungo completo, con raggio di tiro anche da fuori area, fisicamente forte, stoppato dagli infortuni nei momenti migliori, Gallinari è un giocatore molto rispettato in Nba dove ha concluso la sua 12a stagione.
Nicolò Melli, invece, è l’ultimo arrivato. Reggiano, ala alta di 206 cm, dopo un lungo percorso in Serie A tra Reggio, Milano e Pesaro, ha scelto prima la Germania (Bamberg) e poi la Turchia (Fener) per preparare il volo in Nba a New Orleans dove ha debuttato nell’ultima stagione. Lungo mobile e versatile, buon attaccante e rimbalzista, ha in bacheca uno scudetto italiano, uno turco, due tedeschi e altri trofei assortiti. Un giocatore in ascesa, nel pieno della maturità tecnica e agonistica.
A parte viene Sergio Scariolo, 59 anni, bresciano ma ormai spagnolo per passaporto, carriera e pronuncia. Esordiente sulla panchina di Pesaro a 29 anni, vinse subito lo scudetto nel 1990. Ha guidato anche Desio, Fortitudo Bologna e Milano, poi Vitoria, Real Madrid e Malaga (scudetto con entrambe). È al secondo mandato da c.t. della Nazionale iberica che ha pilotato sino all’oro mondiale 2019 in Cina, tre ori europei, un argento e un bronzo olimpici. Dal 2019 è nello staff dei Toronto Raptors in Nba, con cui ha vinto al primo colpo il titolo come assistente.

Eurostar

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Dalla Nba al ritorno in Europa. Ecco Gigi Datome ed Ettore Messina, uniti nel Festival come nella nuova Milano che punta a tornare regina in Italia e a qualificarsi per i playoff di Eurolega, il terreno di caccia di entrambi. Datome, veneto cresciuto in Sardegna, 32 anni, ala di 203 cm, ha vinto l’Eurolega col Fenerbahce nel 2017 oltre a tre scudetti. Passato in Nba nel 2013 tra Detroit e Boston senza fortuna, ha trovato la sua dimensione appunto in Eurolega sotto coach Obradovic che lo ha proiettato a diventare anche capitano della Nazionale. In estate ha scelto di tornare in Italia, chiamato da Messina, il campione dei campioni tra i tecnici italiani. Catanese trapiantato a Mestre, 59 anni, Messina è sbocciato sulla panchina della Virtus Bologna con cui ha vinto tre scudetti e due volte l’Eurolega. Ha guidato anche Treviso (2 scudetti), Real Madrid e Cska Mosca (due Euroleghe), poi il primo salto in Nba nel 2008 come assistente dei Lakers, il rientro a Mosca e ancora il volo negli Usa, per 5 stagioni a San Antonio da vice del leggendario coach Popovich. In mezzo anche due mandati da c.t. azzurro con la conquista dell’argento europeo ‘97. Per lui parlano 29 titoli, l’ultimo recentissimo: la Supercoppa 2020.

Gek e il 3 contro 3

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Nel calendario del Festival ci sarà spazio anche per un nuovo format del basket moderno, quello del 3×3 maschile e femminile mutuato dal playground. Vedremo il camp virtuale delle due nazionali azzurre con un testimonial d’eccezione come Giacomo “Gek” Galanda, oggi 45 anni, ex lungo di Verona, Fortitudo, Varese, Siena, Milano e Pistoia con tre scudetti all’attivo in tre piazze diverse, nonché azzurro titolato con oro europeo 1999 e argento olimpico 2004. Oggi Galanda è consigliere federale in quota giocatori.

Il coach e due bomber

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Per il segmento “vintage”, infine, tutto da gustare il duello tra due grandi cannonieri degli anni 70, Bob Morse e Chuck Jura, che si sono scambiati il titolo di top scorer della Serie A per sette stagioni. Morse, 69 anni, era un’ala dal tiro mortifero dell’invincibile Varese; Jura, 70 anni, un pivot mancino, realizzatore e rimbalzista, leader della Pallacanestro Milano e a Mestre. Due assi Usa da 30 punti di media a partita che sbarcarono in Italia da collegiali per diventare pionieri insieme a coach Dan Peterson, 84 anni, ai tempi avversario di Morse e Jura con le sue Virtus Bologna e Olimpia Milano e che sarà moderatore dell’incontro tra i bomber. Peterson, 5 scudetti, una Coppa Campioni e tanto altro, è la leggenda vivente del basket italiano. Morse e Jura due miti che hanno fatto la storia.

sponsor

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Numerosi brand partner aderiscono a questa straordinaria edizione DigiLive del Festival dello Sport 2020. Audi è Main Partner. Cassa Centrale Banca, Consorzio Parmigiano Reggiano e UnipolSai sono Premium Partner. Ecopneus è Sustainability Partner del Festival. Sono Partner: Felicetti, Gruppo San Donato, Herbalife Nutrition, La Sportiva, Rovagnati, UCB Pharma. SUN68 firma l’Official Apparel del Festival. Radio Ufficiale è Radio Italia.

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