Ciclismo, Giro di Lombardia: terribile caduta in discesa per Evenepoel



La grande paura per Remco Evenepoel, una macchina privata sul percorso che fa cadere Maximilian Schachmann, la vittoria di Jacok Fuglsang, la sconfitta di squadra della Trek Segafredo di Vincenzo Nibali, il caldo caldo tremendo che sostituisce i colori malinconici dell’autunno. Sarà ricordata a lungo, spettacolare nella sua drammaticità, la 114esima edizione del Giro di Lombardia. Ovviemente tiene banco Remco Evenepoel, il ragazzo belga che il mondo del ciclismo si è affrettato a paragonare addirittura a Eddy Merckx. Si preso la scena, ma per una caduta che ha fatto temere il peggio, almeno fino a quando sono arrivate le parole dal suono dolce del suo ds Davide Bramati: “Voglio tranquillizzare tutti, Remco è sempre stato vigile, ora lo stanno portando in ospedale e vediamo. Ha subito un trauma ad una gamba”. Le prima notizie tranquillizzano ulteriormente: non ci sono fratture, ma solo contusioni.
 
Evenepoel arrivava da imbattuto in stagione (vincitore delle quattro mini corse a tappe alle quali ha partecipato) e stava, al di là di qualche scelta tattica opinabile di squadra (Devenyns aveva fatto un super lavoro stremando di fatto gli altri compagni), correndo da leader. Lo ha tradito, alla prima classica monumento della carriera, l’inesperienza. Discesa dalla Colma di Sormano, guida Nibali, un maestro del percorso. Evenepoel sbaglia una curva e picchia un muretto di protezione, la bici sinistramente resta rigida a bordo strada mentre lui vola nella scarpata. Incidente praticamente identico a quello che tre anni or sono, nella stessa discesa fece Laurens De Plus, roba da rimetterci l’osso del collo. A conti fatti è andata di lusso, così come di lusso è andata bene a Maximilian Schachmann. Il tedesco, impegnato in una discesa, si trova addrittura una macchina guidata da una signora, apparsa stupita di venire tamponata da un ciclista a quella velocità (!), a sbarrargli la strada. Inevitabile la caduta, con conseguenze non eccessivamente serie. Schachmann si rialza e, sia pre acciaccato, chiude in settima posizione. Ma resta l’episodio che ha dell’incredibile e che poteva avere conseguenze drammatiche.

Ciclismo, la terribile caduta di Evenepoel al Lombardia

Tante, troppe situazioni che mandano in secondo piano l’esito della gara, partita da Bergamo in un clima di grande commozione, tra il silenzio per ricordare le vittime del coronavirus ed il via dato da Norma Gimondi: domenica sarà un anno dalla scomparsa del suo grande papà, Felice. Vince Jacok Fuglsang. Il danese, alla seconda vittoria in una classica monumento dopo la Liegi dello scorso anno, è perfetto, sia nel gioco di squadra che nelle gestione delle sue energie. Nel momento topico, nella salita di Civiglio, ha con sé il compagno di squadra (Astana) Vlasov, il vincitore del Gran Piemonte George Bennett, ma è in inferiorità numerica contro la Trek Segafredo di Nibali, che oltre allo Squalo può contare anche Ciccone e il campione uscente Mollema.

Fuglsang rompe gli indugi nella salita di Civiglio: Bennett tiene, il danese non esagera per tenere in gioco anche Vlasov. Si scioglie invece la Trek Segafredo. Nibali, che al termine di una discesa condotta alla sua maniera aveva accusato crampi, fa il gregario per riportare sotto Ciccone e soprattutto Mollema, ma l’operazione fallisce. Sulla salita di San Fermo poi, Fuglsang completa l’opera: non rischia il corpo a corpo con l’ex rugbista neozelandese Bennett, parte ed arriva a Como in solitudine, nel senso vero del termine vista l’assenza di pubblico..
 



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Mario Calabresi
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