Blocco delle licenze per i ristoranti. Il senatore del Pd: “Non ci sarà un mio emendamento”



ROMA – Nell’intera giornata di ieri, la notizia è rimbalzata da un sito all’altro alimentando anche decine di commenti sui social network. Un senatore del Pd – questa la notizia – vuole bloccare l’apertura di nuovi ristoranti per oltre 16 mesi, addirittura fino al Capodanno del 2021. Il blocco, per proteggere le attività di ristorazione già attive, stremate dalla crisi.

Ieri notte, quando ha risposto al telefono, il senatore in questione (Dario Parrini, ex segretario del Pd toscano) ha negato di aver presentato e di voler mettere in campo in futuro una simile proposta.

“Intanto – spiega Parrini – non la condivido nel merito. Impedire a nuovi imprenditori di fare investimenti nel mercato della ristorazione sarebbe profondamente sbagliato. Una fase di crisi, come quella che viviamo, richiede l’esatto opposto: sarebbero utilissime delle robuste iniezioni di idee e liquidità”.

“Leggo, peraltro, che la proposta del blocco sarebbe contenuta in un mio emendamento al decreto Agosto. Ora, il decreto Agosto non è ancora uscito sulla Gazzetta Ufficiale e non è stato ancora trasmesso al Parlamento. Dunque, in senso tecnico e per noi parlamentari, il decreto Agosto non esiste ancora. E non si può emendare qualcosa che non esiste”.

Eppure l’associazione Ristoratori Toscana – 15 mila iscritti – ha attribuito al senatore Parrini quantomeno la volontà di formalizzare la proposta di blocco, in un video pubblicato sul suo gruppo Facebook. Il senatore ha fatto forse qualche promessa di troppo ai ristoratori, alla vigilia delle elezioni regionali di settembre?

“Non ho fatto promesse prelettorali – giura Parrini – ora guarderò i video dell’associazione e farò le mie valutazioni. Mi rammarico solo di non aver smentito subito i primi siti che hanno parlato della mia presunta iniziativa. Avrei evitato che colleghi politici e soggetti vari commentassero criticamente soluzioni che non condivido”.

Non è in campo, dunque, l’idea di bloccare le nuove licenze fino al 31 dicembre del 2021. Un’altra proposta invece c’è per davvero, e sempre per volontà del Pd.

Un emendamento al decreto Semplificazioni, in discussione in Senato, vuole vietare che macellerie e pescherie facciano consumare nei loro locali o nelle prossimità dei locali i cibi che vendono.

Obiettivo dell’emendamento è evitare che macellerie e pescherie si trasformino in ristoranti di fatto facendo concorrenza ai ristoranti ufficiali. Se l’emendamento venisse approvato, il divieto sarebbe in vigore fino alla fine del 2021.

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