Borse deboli dopo la corsa della vigilia. L’industria tedesca rimbalza, ma meno delle attese



MILANO – Mercati azionari asiatici e del Vecchio continente incerti, con l’eccezione delle Borse cinesi ancora trainate dalle indicazioni dei media statali che vedono un trend positivo e hanno invitato gli investitori privati ad acquistare titoli cinesi. Le Borse europee aprono in ribasso. Sui mercati pesano i timori per la seconda ondata di casi negli Usa, dove ieri si sono registrati 55 mila nuovi contagi, per un totale di oltre 2,9 milioni. Londra arretra dello 0,64% a 6.240 punti. A Milano l’indice Ftse Mib segna -0,48% a 19.938 punti. Francoforte perde lo 0,4% a 12.640 punti e Parigi lo 0,7% a 5.045 punti.

Apertura stabile per lo spread fra Btp e Bund. Il differenziale segna 166 punti. Il rendimento del decennale italiano è pari all’1,22%. Si tiene oggi la seconda giornata di collocamento per il Btp Futura, dopo che la prima sessione si è chiusa con ordini per quasi 2,4 miliardi di euro.

Tra i dati macroeconomici occidentali spicca l’aumento a maggio della produzione industriale tedesca che ha segnato una crescita su mese del 7,8%, un risultato sotto le attese degli analisti che si aspettavano un incremento del 10 per cento. Su anno, cioè rispetto a maggio del 2019, la produzione è scesa del 19,3 per cento. La giornata prosegue con l’aggiornamento sulle vendite al dettaglio in Italia, importante per capire l’evoluzione dei consumi interni, componente essenziale per l’economia. Negli Stati Uniti è in programma l’intervento di Bostic e Daly, membri non votanti della Fed.

In mattinata, Tokyo ha chiuso in calo dello 0,4% con l’indice Nikkei 225 anche per la spesa interna crollata in maggio, mentre Hong Kong si avvia alla conclusione della seduta in ribasso dello 0,7% appesantita ancora dalle tensioni politiche. In rialzo invece di un punto percentuale Shanghai e di due e mezzo il listino ‘tecnologico’ di Shenzhen, mentre Seul cede l’1%. Piatta la chiusura di Sidney, in controtendenza insieme alle Borse cinesi quella di Bangkok, che cresce oltre il punto percentuale. Ignorando il picco nei casi Covid negli Usa, ieri sera Wall Sreet (+1,78% per il Dow) è salita di nuovo decisamente, trainata in particolare dai principali titoli tecnologici che hanno permesso all’indice Nasdaq (+2,21%) di raggiungere nuove vette. Tuttavia gli investitori in giappone hanno preferito “riprendere fiato” incassando i profitti dopo i recenti guadagni del mercato.

Tra le materie prime, i timori sull’espansione del Covid che, in alcuni paesi non ha perso forza e anzi guadagna terreno e la recessione, spingono la domanda dei beni rifugio. Il prezzo dell’oro resta così sui massimi degli ultimi 8 anni e segna 1783 dollari l’oncia (-0,05%). L’espansione del virus deprime il prezzo del petrolio sui mercati che temono un ritorno della contrazione della domanda. Il Wti del Texas cede l’1,2% a 40,1 dollari al barile mentre il Brent del Mare del Nord perde l’1,3% a 42,6 dollari.

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