Prezzi delle case in crescita nel primo trimestre dell’anno: serve tempo per verificare gli effetti del Covid


MILANO – L’Istat conferma quel che gli addetti ai lavori segnalavano sul campo in queste settimane: la crisi da covid rischia di esser un fattore determinante per il mercato immobiliare, ma almeno nella prima fase di emergenza non si sono visti scossoni clamorosi sui prezzi. Proprio perché, paradossalmente, il lockdown è stato un fenomeno così grave e inatteso e le sue conseguenze economiche di medio periodo sono ancora così incerte, da necessitare più tempo perché le quotazioni reagiscano a questo choc. Resta il fatto che il congelamento delle compravendite al quale abbiamo assistito (-15,5% nel solo primo trimestre) lascia presagire che un ritocco delle quotazioni sia prevedibile nella seconda parte dell’anno.

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Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel primo trimestre 2020 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, aumenta dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e dell’1,7% nei confronti dello stesso periodo del 2019 (era +0,2% nel quarto trimestre 2019). I primi tre mesi dell’anno, che dunque includono solo parzialmente le chiusure scattate a marzo, segnano il più ampio aumento dal secondo trimestre 2011: “E’ da attribuire sia ai prezzi delle abitazioni nuove, che crescono dello 0,9% (era +1,4% nel trimestre precedente) sia soprattutto ai prezzi delle abitazioni esistenti che aumentano su base tendenziale dell’1,9% mostrando una netta accelerazione rispetto al quarto trimestre del 2019 (quando la variazione era stata nulla)”.

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Questi andamenti si manifestano in un contesto di brusco calo dei volumi di compravendita, annota ancora l’Istituto ricordando il -15,5% di variazione tendenziale registrata per il primo trimestre del 2020 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale. Crollo imputabile alle misure adottate per il contenimento della Covid-19 che hanno drasticamente limitato la possiblità di stipulare i rogiti notarili, determinando una forte flessione delle transazioni a partire dal mese di marzo.

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La divaricazione tra gli andamenti dei prezzi (in aumento) e quelli dei volumi (in forte calo) testimonia come le misure restrittive introdotte, sebbene già in vigore a marzo, non abbiano avuto alcun impatto apprezzabile sulle quotazioni degli immobili residenziali registrate nel primo trimestre, che si riferiscono, anche per il mese finale, al perfezionamento di contratti di compravendita a condizioni stabilite prima dell’emergenza sanitaria.

Su base congiunturale l’aumento dell’IPAB (+0,9%) è dovuto unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti che crescono dell’1,2%, mentre quelli delle abitazioni nuove diminuiscono dell’1,2%. Il tasso di variazione acquisito dell’IPAB per il 2020 è positivo e pari a +0,9%.

“La crescita dei prezzi delle abitazioni che si registra nel primo trimestre 2020 rafforza la ripresa che già aveva caratterizzato la seconda parte del 2019 – commenta l’Istat a corredo dei dati – In particolare, i prezzi delle abitazioni esistenti mostrano l’aumento più ampio da quando è disponibile la serie storica dell’IPAB. Le prime evidenze territoriali segnalano come la crescita riguardi quasi tutte le articolazioni territoriali per le quali è possibile calcolare l’IPAB. Solo con i dati del secondo trimestre e di quelli successivi sarà possibile valutare se la crisi economica derivante dall’emergenza sanitaria indurrà eventuali cambiamenti nelle tendenze dei prezzi”.