Dow Jones ha perso il 23%, Wall Street verso il peggiore trimestre dal 1987 – La Stampa


Wall Street si appresta a chiudere l’ultimo giorno del primo trimestre dell’anno in calo. Dopo aver ondeggiato a inizio seduta, gli indici hanno girato in negativo in scia alle ultime notizie sulla gestione della pandemia da coronavirus negli Stati Uniti e nel mondo. Negli Usa, i casi sono saliti a oltre 172mila mentre nel mondo hanno oltrepassato quota 803mila. E il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, ha detto che gli Stati Uniti potrebbero avere `sottovalutato´ il virus che invece è `più potente e pericoloso di quanto pensassimo´. Intanto, S&P ha tagliato le sue previsioni di crescita per l’economia globale nel 2020 a 0,4% a causa degli effetti del virus.

E Goldman Sachs ha detto di aspettarsi un calo annualizzato del Pil del 34% nel secondo trimestre mentre la disoccupazione balzera al 15% entro la metà dell’anno. A nulla sono servite le voci secondo cui il governo americano starebbe valutando di lanciare un quarto pacchetto di aiuti che potrebbe ruotare attorno a un programma di investimenti infrastrutturali. E una serie di dati migliori delle attese.

La fiducia dei consumatori a marzo è scesa a 120 punti (contro attese per un calo a 110) mentre l’attività manifatturiera nell’area di Chicago è diminuita a 47,8 punti (contro attese per un calo a 40,5 punti). Nonostante i guadagni recenti che avevano consentito al Djia di recuperare il 20% dai minimi toccati lo scorso 23 marzo, l’indice delle 30 blu chip rimane in linea per mettere a segno la peggiore performance (-21,8%) trimestrale dal 1987. Mentre per l’S&P 500 (-18,7%), si tratterebbe del peggiore trimestre dal 2008. Rimbalza invece il petrolio dopo le perdite dei giorni scorsi. Il contratto Wti a maggio sale del 2,29% a 20,55 dollari al barile. Il Djia perde l’1,0% a quota 22.104,86; l’S&P 500 l’1,03% a quota 2.599,61; mentre il Nasdaq lascia sul terreno lo 0,40% a 7.742,91.

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