Veicoli commerciali, calo del 6,2% nell’Ue e del 4 in Italia



ROMA – A febbraio del 2020, le immatricolazioni di nuovi veicoli commerciali sono arretrate del 6,2 per cento nell’Unione europea. L’associazione dei produttori di autoveicoli Acea rivela anche che – nei primi due mesi del 2020, tra gennaio e febbraio – le immatricolazioni di veicoli commerciali sono arrivate dunque ad appena 308 mila 350 unità.

Il calo, ovviamente, si registra anche in Italia, dove le immatricolazioni sono diminuite del 4% (a febbraio). Il bilancio dei primi due mesi del 2020 parla invece di una meno 3,5% – sempre in Italia – rispetto allo stesso periodo del 2019.

A febbraio, tutti i principali Paesi accusano una flessione. La Germania addirittura del 7.6%, altro segnale negativo per l’economia del Paese. La Spagna è in calo del Spain 5.9% mentre l’Italia, come detto, del 4.0%. Va in controtendenza il solo mercato francese, con una lievitazione dell’1,6%.

La crisi interessa tutti i segmenti di questo settore (spia dell’andamento dell’economia continentale). Vanno male le immatricolazioni di tutti i mezzi pesanti. Nel secondo mese del 2020, le immatricolazioni di nuovi autocarri nell’Ue sono diminuite del 18,2% (a causa del rallentamento della domanda proprio di autocarri pesanti).

La Germania accusa un -20,6% e la Francia un meno 13,6%. Invece le immatricolazioni di autocarri sono aumentate in Italia (+9,7%) e in Spagna (+0,6%) il mese scorso. Nei primi due mesi dell’anno sono stati immatricolati 46.295 nuovi autocarri in tutta l’Unione Europea. 

Tra gennaio a febbraio, il mercato europeo degli autobus è cresciuto del 4,6%, con un totale di 5.738 nuovi veicoli immatricolati in tutta l’Ue. La domanda è aumentata in Francia (+29,4%), Italia (+19,9%) e Germania (+12,8%), mentre la Spagna ha registrato un calo (-21,7%) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

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