Benzinai, il governo convoca le associazioni di categoria per scongiurare lo stop


MILANO – Il governo tenta in extremis di scongiurare lo stop dei benzinai annunciato ieri. Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha convocato per questo pomeriggio una conference call con i presidenti delle associazioni di categoria dei distributori di carburanti.  Alla riunione in conference call, secondo quanto si apprende, parteciperà anche la ministra delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli.

Le proteste degli esercenti

Uno stop che nelle intenzioni annunciate ieri sarebbe dovuto partire già stasera per i distributori nelle autostrade, estendendosi poi agli altri impianti lungo la viabilità ordinaria. “In un Paese che, malgrado i limiti strutturali e l’assoluta drammaticità della situazione, cerca e spesso trova il modo per far scattare meccanismi di solidarieta’, c’è una categoria di persone, oltre 100.000 in tutta Italia, che, senza alcuna menzione, ha finora assicurato, senza alcun sostegno né di natura economica, né con attrezzatura sanitaria adeguata, il pubblico servizio essenziale di distribuzione di energia e carburanti per il trasporto di beni e persone”, avevano denunciato con una nota Faib Confesercenti, Fegica Cisl, Figisc/Anisa Confcommercio.

Coronavirus, i benzinai: “Dimenticati, da domani chiusi distributori in autostrada”

“Sono 100.000 persone che hanno continuato a fare il loro lavoro (ridotto mediamente dell’85%) a rischio della propria incolumità e mettendo in pericolo la propria salute, presidiando fisicamente il territorio, rimanendo dove sono sempre state e dove ogni cittadino di questo Paese è abituato a trovarle ogni giorno, vale a dire in mezzo alla strada”.

I consumatori: governo precetti i distributori

Molto duri verso i benzinai sono le associazioni dei consumatori. Massimo Dona (presidente dell’Unc) chiede che il governo precetti i titolari dei distributori “perché-  spiega – un’agitazione sarebbe irresponsabile e inaccettabile, in questo momento del Paese”. Di più: “Sarebbe un atto illegittimo”.  
Carlo Renzi del Codacons annuncia denunce penali perché lo sciopero, soprattutto se esteso agli impianto self-service, impedirebbe finanche ai medici e infermieri di raggiungere gli ospedali, per non dire delle difficoltà dei malati. Il Codacons teme anche che gli autostrasportatori possano avere problemi a consegnare le medicine alle farmacie e gli alimentari ai supermarket.
 

Zavalloni (Fegica Cisl): “Nessuno sciopero proclamato”

Alessandro Zavalloni (segretario generale della Fegica Cisl (sindacato dei Gestori carburanti) precisa che nessuno sciopero è stato proclamato e che non c’è intenzione a fermare il Paese: “Chiediamo solo che gli enormi problemi dell’Italia non vengano scaricati su di noi, che siamo l’ultimo anello della filiera”.

“I gestori dei distributori – aggiunge – hanno problemi di liquidità perché le persone si sposatno molto meno e non hanno dispositivi personali per difendersi dal rischio contagio”.

Confrasporto: “Governo intervenga”

Ieri a lanciare l’allarme era stato anche Conftrasporto. “Il minacciato blocco da parte dei
benzinai deve essere assolutamente evitato: a rischio il trasporto delle merci essenziali”, aveva detto il vicepresidente di Confcommercio e Conftrasporto Paolo Uggè, invitando il Governo a fornire risposte alle richieste dei gestori degli impianti autostradali e stradali di carburante per evitare che l’autotrasporto sia costretto, suo malgrado, a fermarsi per l’impossibilità di far rifornimento interrompendo l’approvvigionamento delle merci. “Auspichiamo un immediato intervento del Governo perché, se le sigle dei gestori di carburante dovessero confermare il fermo” – aveva denunciato Uggè – si avrebbe come effetto il rischio della conseguente sospensione dei servizi essenziali già precari che oggi le imprese dell’autotrasporto stanno garantendo agli ospedali”.

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Carlo Verdelli
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