Coronavirus, assalto ai supermercati, spesa garantita – La Gazzetta dello Sport


Da Roma a Palermo lunghe code per fare rifornimenti, ma la sussistenza è uno dei tre motivi per cui potremo continuare a uscire di casa e da Palazzo Chigi assicurano che i supermercati non resteranno sforniti

La prima notte con l’Italia chiusa è stata tutta un assalto ai supermercati aperti. Una caccia ai rifornimenti sfrenata, con lunghe code soprattutto a nelle grandi città, a partire da Roma. Qualcuno ha la mascherina, per altri l’ingresso è scaglionato. Ma è comunque un assembramento, esattamente quello che il governo non voleva. Tanto che nella notte Palazzo Chigi ha cercato di fare chiarezza con una nota: Il Governo ha diramato una nota per chiarire ulteriormente: “Non è necessario e soprattutto è contrario alle motivazioni del decreto, affollarsi e correre ad acquistare generi alimentari o altri beni di prima necessità che potranno in ogni caso essere acquistati nei prossimi giorni. Non c’è alcuna ragione di affrettarsi perché sarà garantito regolarmente l’approvvigionamento alimentare”.

Solo tre motivi per spostarsi

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La spesa rientra infatti tra i motivi di sussistenza che, insieme a quelli di salute e lavoro, consentono gli spostamenti. Poi, fino al 3 aprile, basta. Niente aperitivi né visite agli amici. Su questo il premier Conte, nella conferenza stampa in cui ha annunciato la “zona protetta” in tutto il nostro Paese, è stato molto chiaro: “Basta assembramenti nei luoghi pubblici, capiamo i giovani ma non possiamo più permetterci la movida”.

In un giorno 1600 casi

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Ma non sono state solo le foto social dei ragazzi nei locali a spingere il governo a questa nuova, drastica decisione. Alla base di tutto ci sono i numeri, quelli che hanno fatto dire a Conte: “Non c’è più tempo”. Ieri pomeriggio il commissario all’emergenza Angelo Borrelli ha snocciolato come sempre i dati: i 1.598 nuovi contagiati fanno salire il totale a 7.985; i decessi sono 463 con i 97 di ieri; ci sono altri 102 guariti per un totale di 724. L’impennata di casi non poteva essere ignorata ed ecco dunque il decreto per far restare tutti gli italiani a casa, a partire dai bambini che saranno tutti senza scuola fino al 3 aprile.

Carceri in rivolta

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Nella giornata di oggi si temono nuove tensioni nelle carceri. Il bilancio di ieri è di sette detenuti morti per overdose da farmaci, 6 i ricoverati, molti i feriti. Ed è ancora caccia ai 34 evasi da Foggia. A Melfi sono stati liberati nove operatori presi in ostaggio.

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