Lavoro, per le imprese una assunzione su tre è “difficile” per assenza di candidati o competenze


MILANO – Emergenza lavoro (lato disoccupati) ed emergenza competenze (lato aziende) continuano a tenersi a braccetto. Seppure in Italia resti un’ampia fetta di popolazione che non trova occupazione, ci sono altrettanto ampie caselle da riempire dal lato dei datori di lavoro.

Secondo una rielaborazione della Cgia di Mestre sull’indagine di Unioncamere ed Anpal, il 32,8% delle assunzioni previste dagli imprenditori italiani è di difficile reperimento, soprattutto per il personale qualificato; e la ricerca è ancora più difficile nel Nordest.

Su poco meno di 500 mila assunzioni previste a gennaio, il 32,8% degli imprenditori intervistati ha segnalato che probabilmente troverà molte difficoltà a “coprire” questi posti di lavoro (poco più di 151.300), il 15,7% a causa della mancanza di candidati e il 13,8% per la scarsa preparazione. A livello provinciale le situazioni più problematiche emergono a Nordest: nella provincia di Gorizia il personale di difficile reperimento incide per il 48,1% sulle assunzioni previste, a Trieste il 45,5%, a Vicenza il 44,6%, a Pordenone il 44,2%, a Reggio Emilia il 42,7%, a Treviso il 42,3% e a Piacenza il 40,5%.

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Anche al Sud la percentuale media di difficile reperimento è comunque notevole, pari al 27,5%, con punte del 35,7% a Chieti, del 34,4% a Teramo, del 32,5% a Siracusa, del 32,2% a Potenza, del 31,7% a Taranto, del 31,6% a L’Aquila e del 30,6% a Cagliari.

Tra le figure professionali che scarseggiano di più al Nord vi sono i tecnici informatici, gli addetti alla vendita e gli esperti in marketing, i progettisti, gli ingegneri, i cuochi, i camerieri, gli operai metalmeccanici ed elettromeccanici.


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