Decreti sicurezza, permessi umanitari e multe più basse


ROMA. «I decreti sicurezza vanno cambiati». Al ministero dell’Interno sono già pronti: il testo che hanno messo a punto accoglie in toto i rilievi del presidente della Repubblica. E reintroduce i permessi di soggiorno per motivi umanitari, aboliti dalle norme targate Salvini, seppure stringendo le maglie: saranno concessi ad alcune categorie in stato di necessità, come le donne incinte o persone con disagio psichico. Si tratta di un testo che giace già nei cassetti del Viminale, ma che prima di diventare legge dovrà avere il (non scontato) via libera delle forze di maggioranza.

Ad annunciare le modifiche, in diretta tv ospite di Fabio Fazio, è proprio Luciana Lamorgese, la ministra dell’Interno, «ci sono state delle osservazioni da parte del presidente della Repubblica e si dovrà necessariamente tenerne conto». Simboli della stagione salviniana al governo, i decreti sicurezza hanno sempre fatto discutere l’attuale maggioranza: tra chi avrebbe voluto l’abolizione tout court, e chi, soprattutto nel M5S, vorrebbe mantenerli più o meno come sono, il punto di mediazione indicato fin dalla nascita del governo è proprio quello di andare incontro alle osservazioni del Capo dello Stato.

«Restano fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato e, in particolare, quanto direttamente esposto dall’articolo 10 della Costituzione e quanto discende dagli impegni internazionali assunti dall’Italia», scriveva il presidente Mattarella nell’ottobre 2018 promulgando il primo decreto sicurezza. Proprio la formula «restano fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato» sarà probabilmente scritta nel testo, a sottolineare la gerarchia delle norme a cui anche i decreti sicurezza devono sottostare. E, nel testo del Viminale, si va anche oltre, reintroducendo appunto la protezione umanitaria abolita ormai da quasi un anno e mezzo.

Un’altra critica del capo dello Stato riguarda le maxi-multe per chi soccorre in mare i migranti, fino a un milione di euro: «Devo sottolineare che la Corte Costituzionale – scriveva sempre Mattarella promulgando nell’agosto scorso il secondo decreto Salvini – ha ribadito la necessaria proporzionalità tra sanzioni e comportamenti». Per questo, nel testo del Viminale calano le multe: probabilmente torneranno a essere comprese tra 10 mila e 50 mila euro, come erano previste prima di un emendamento che le portò alla cifra monstre di un milione. Per garantire la «proporzionalità tra sanzioni e comportamenti», è probabile che nel testo si predisporrà la possibilità di confisca del mezzo solo in caso di reiterazione della violazione. Sempre per seguire le indicazioni del presidente della Repubblica, prevista anche una distinzione tra «tipologia delle navi, condotta concretamente posta in essere, ragioni della presenza di persone accolte a bordo».

Altro rilievo del capo dello Stato riguarda l’articolo che ha eliminato la causa di non punibilità «per particolare tenuità del fatto» alle ipotesi di resistenza, oltraggio, violenza a pubblico ufficiale: dovrebbe essere ripristinata la possibilità che valuti un magistrato se il fatto vada considerato lieve o meno. Sempre ammesso che il testo del Viminale riesca a mettere d’accordo tutte le forze di maggioranza. —

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