il 54% è favorevole alla plastic tax – Repubblica.it


ROMA – E’ stata bocciata dalle imprese, ed è infine entrata comunque in legge di Bilancio in una versione fortemente ridimensionata, eppure gli italiani non sono contrari alla plastic tax. Secondo un’indagine Nielsen il 54% degli italiani è favorevole all’introduzione di una imposta alle imprese che producono confezioni monouso di plastica. E il 64% si aspetta una riduzione dell’utilizzo della plastica non riciclabile negli imballaggi.

Sembrerebbe dunque che il governo, che ha strenuamente difeso la plastic tax, pur accettandone alla fine una forte riduzione della portata, abbia interpretato correttamente l’orientamento del Paese, che è più preoccupato della salvaguardia dell’ambiente che dei costi delle imprese. La plastic tax entrerà comunque in vigore il 1° luglio 2020, e varrà 45 centesimi al chilo; le entrate attese corrispondono a 140,6 milioni di euro, rispetto alle previsioni iniziali di un miliardo.

Coerentemente all’orientamento espresso in materia di plastic tax, il 59% degli italiani ritiene che inquinamento e degrado ambientale siano “molto preoccupanti”, addirittura più delle difficoltà economiche. E per l’88% la difesa dell’ambiente è uno dei valori più importanti nell’attuale società.

Meno plastica e aerei, più prodotti locali: ecco i cambiamenti degli italiani per il clima

Tra l’altro non si fa carico solo al governo e alle imprese della difesa dell’ambiente. La stragrande maggioranza degli intervistati da Nielsen (il 92%) ritiene che tutti debbano farsi carico dell’impegno per la riduzione dei rifiuti. Una scelta che si attua anche scegliendo prodotti confezionati in modo più rispettoso per l’ambiente (85%), anche se questo significa spendere di più (75% per il prodotto, 73% la quota di chi si dichiara disponibile a spendere di più anche solo per una confezione maggiormente sostenibile, a prescindere dal prodotto).

Nei prossimi anni, il 64% degli italiani si aspetta una riduzione dell’utilizzo della plastica non riciclabile negli imballaggi. Per raggiungere l’obiettivo, il 28% di loro
suggerisce di impiegare maggiormente bioplastiche compostabili / biodegradabili, il 17% propone invece una maggiore distribuzione di prodotti sfusi e un maggiore utilizzo di carta / cartone e vetro. Qualcuno suggerisce di utilizzare il vuoto a rendere (16%), l’impiego di plastiche riciclabili (14%) e la riduzione del volume/peso delle confezioni (7%). Dall’indagine emerge inoltre l’urgenza di ridurre l’utilizzo della plastica soprattutto in: acqua, bevande analcoliche, latte, yogurt, snack dolci (ivi compresi biscotti e cioccolato) e snack salati.
 

“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”

Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA

Argomenti:
plastic tax
nielsen