Rugby, i tormenti del gigante Lovotti: “Quel rosso è stata una ingenuità”


TOYOTA –  “Delinquente”. “Vergogna”. “Canaglia”. “Mai più in Nazionale”. Sui social, molti tifosi italiani di rugby – sempre più simili a quelli del calcio – l’hanno coperto di insulti. In tutto il mondo ovale gli hanno dedicato dei ‘meme’, prendendolo in giro. Andrea Lovotti detto ‘Lovo’, pilone sinistro. Un gigante buono. Ma una settimana fa quell’assurdo placcaggio a Vermeulen, piantato a testa in giù come un ombrellone sulla spiaggia di Rimini, gli è costato un cartellino rosso ad inizio ripresa. In superiorità numerica, il Sudafrica ha dilagato. Un fallo “veramente stupido”, lo ha definito il ct O’Shea, sostenendo che in quel momento la squadra fosse ancora in partita. Il trentenne piacentino è diventato il perfetto capro espiatorio. E domani la Nazionale avrebbe dovuto affrontare gli All Blacks con due piloni ragazzini arrivati l’altro giorno a Toyota per sostituire infortunati e squalificati. Tutta colpa tua, ‘Lovo’. “Non è giusto”, risponde. Lo zigomo sinistro ha appena cominciato a sgonfiarsi, il sopracciglio è ancora incerottato. Il morale in cantina.

E spiega: “La mia intenzione era sollevarlo di lato, niente di illegale. Solo che ‘Bibi’ (Quaglio, l’altro pilone ndr) ha fatto uguale, nello stesso momento e nella stessa direzione. Dovevo avere la lucidità di accorgermene e mollarlo, ma in un momento così come si fa?”. Già. In un rugby sempre più esasperato per velocità, brutalità nei contatti. “Un secondo dopo avrei voluto sotterrarmi. Ho pensato: mi caccerà con Bibi o solo uno di noi? E’ toccato a me. A fine partita sono andato da Vermeulen per scusarmi, lui mi ha anticipato: ‘Mi dispiace amico, ho accentuato la caduta e sono rimasto a terra un po’ troppo’. Gli ho detto di non preoccuparsi, a volte le cose vanno così”. Mtawarira, ‘The Beast’ gli ha chiesto di scambiare la maglia: “No, me la tengo e l’appendo in camera. Fino a quando non riuscirò ad uscire da questa storia”.

Con Quaglio è stato squalificato per 3 settimane. “Il minimo, viste le circostanze: la commissione di World Rugby ha capito che le cose sono andate come vi ho raccontato. Sono sempre stato un giocatore corretto”. Che la disfatta con gli Springboks sia stata colpa sua, proprio non si poteva sentire. “Alla prima mischia si è fatto male Ferrari. Loro erano veramente dominanti. La differenza si sapeva, speravamo di ridurre il gap con l’aggressività: ma ne avevano più di noi”. I commenti in rete non gli interessano. “Vado poco sui social, preferisco il mondo reale”. Fino a giovedì si è messo a disposizione sul campo, facendo opposizione alla squadra titolare. Provando a ritrovare il sorriso. Però c’è un pensiero che gli fa male. “Credete anche voi che non mi convocheranno più in azzurro? Non è giusto, io volevo solo spostarlo di lato”.

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Carlo Verdelli
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