Nba, diario di Melli: “Il segreto per allenarsi” – La Gazzetta dello Sport


Melli racconta in esclusiva per la Gazzetta il dietro le quinte della sua avventura a New Orleans e negli Usa

Si viaggia e si gioca, si gioca e si viaggia. E allenarsi? Sembrerà strano, ma in Nba c’è spazio anche per quello. Con un’intensità e una filosofia ben diverse rispetto all’Europa. Questione di tempo: le ottanta partite che nel Vecchio Continente affronti in dieci mesi qui le giochi in sei. In più hai regole che in altri campionati non trovi, come il giorno di riposo dopo le due gare in meno di 48 ore del back-to-back.

In un’agenda così affollata, c’è posto anche per gli allenamenti. Uno al giorno, generalmente alla mattina, per lasciare ai giocatori il tempo da dedicare alle famiglie: c’è molta attenzione anche alla vita privata. Rispetto a com’ero abituato, sono sedute più lunghe. E decisamente più concentrate sul lavoro individuale rispetto a quello di squadra. La prima parte si dedica a terapie, stretching, pesi, lavoro passivo e di prevenzione: per ogni atleta, dipende dal minutaggio in partita. A seguire, breve sessione video di squadra. Poi si passa, finalmente, all’allenamento di gruppo, che difficilmente dura più di un’ora. Serve per affinare la collaborazione in campo, per studiare giochi nuovi. Di difesa si parla in fase di riscaldamento con esercizi specifici o il giorno stesso della partita, adattandola alle caratteristiche dell’avversario.

È una routine diversa: prima pesi e basket erano discorsi separati, adesso li affronto assieme. Non finisce qui. Chi non ha svolto la seduta individuale, ha modo di farla dopo l’allenamento. Chi ritiene di avere bisogno di lavoro extra, lo decide con lo staff, che monitora ogni atleta e dà indicazioni sui carichi da sostenere. Vale anche per il giorno di riposo. In ogni caso, per ogni giocatore ci sono sempre due o tre allenatori. Tabelle, orari e programmi ci vengono inviati la sera prima di ogni seduta, in modo che ognuno possa avere le giuste attenzioni e non ci sia sovraffollamento. Personalmente cerco di fare tutto di prima mattina, così da essere pronto per l’allenamento: se dopo serve ancora un po’ di lavoro, si resta in palestra e si aggiunge.

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