Riforma del processo civile: ancora escluse le famiglie – Repubblica.it


Cambiano i colori della maggioranza, da gialloverde a giallorosso, ma rimangono tante difficoltà per le famiglie alle prese con una separazione.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge delega per riformare tutte le regole dei processi, con l’intento di velocizzare i tempi dei giudizi.
Da un documento che sta circolando su internet, pare che secondo il nostro governo, con la nuova, roboante riforma, i tempi dei processi saranno dimezzati. Anche se qualche dubbio si pone, come sempre accade tra gli annunci e l’entrata in vigore delle leggi, quel che è certo è che, invece, i tempi per separarsi e divorziare (quasi 7 anni) non cambieranno.
La bozza di riforma, infatti, non tocca i processi delle relazioni familiari, e condanna madri, padre e, soprattutto figli, a continuare a subire tempi infiniti e soluzioni incerte, a causa di regole macchinose e, per certi aspetti, bizantine.
Anche dopo la riforma, rimarrà ancora la discriminazione verso i figli di genitori non sposati, cui è, per legge, preclusa la possibilità di utilizzare la procedura di negoziazione assistita, introdotta nel 2014, e che permette la separazione e il divorzio senza passare dal Tribunale.
Nulla poi si dice sui processi che regolano gli affidamenti dei minori alle case famiglia o alle comunità: anche in questo caso, dunque, tempi biblici e indefiniti che possono rendere un bambino ostaggio della burocrazia.
Sorge dunque il dubbio che, a buona parte della politica, le questioni familiari interessino solo quando possono essere cavalcate per ragioni propagandistiche. Eppure, dovrebbe essere lampante che chi si separa ha bisogno di un assetto familiare stabile in tempi umani. Lo chiedono gli avvocati e lo chiedono i magistrati ma soprattutto lo reclamano tante famiglie che hanno bisogno di uno snellimento ragionevole delle procedure.

* Avvocato del Comitato Scientifico de Il Familiarista, portale interdisciplinare in materia di diritto di famiglia di Giuffrè Francis Lefebvre

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA

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