intesa per aumentare l’acquisto di grano duro italiano – Repubblica.it


A pochi giorni dalla polemica sul sovranismo alimentare scatenato dalle uscite di Matteo Salvini anti-Nutella, il colosso tricolore Barilla sigla un protocollo con il quale si impegan ad acquistare un grano duro italiano di qualità, che risponda alle pratiche di coltivazione e ai criteri definiti dal Manifesto del Grano Duro Barilla per almeno 120mila tonnellate aggiuntive rispetto al 2019.

Non è tutto, con il passo firmato oggi presso il ministero delle Politiche agricole dalla titolare Teresa Bellanova, con il vicepresidente Paolo Barilla, l’azienda alimentare emiliana si ipmpegna a sottoscrivere contratti di filiera, annuali o pluriennali, per almeno il 70% delle proprie forniture annuali di grano duro italiano e a garantire una premialità adeguata agli agricoltori, in relazione ai parametri definiti dai contratti di filiera.

Già oggi, con 680 mila tonnellate di grano duro acquistate ogni anno da 13 regioni, il gruppo è il maggior compratore – nel settore della pasta – della coltura Made in Italy.  L’asticella si alzerà ancora a seguito del protocollo: l’approvvigionamento dall’Italia nel 2020 aumenterà di quasi il 20%, raggiungendo le 800mila tonnellate, per un valore di oltre 240 milioni di euro l’anno.

“Per fare una buona pasta Barilla sceglie i migliori grani del mondo. Oggi siamo in grado di aumentare i nostri acquisti di grano italiano di quasi il 20%, trovandolo nella giusta quantità e qualità. Un risultato straordinario possibile grazie a molti anni di lavoro e di ricerca sulla filiera” il commento che Paolo Barilla ha affidato a una nota. “Il Protocollo con il Ministero rafforza il nostro impegno e quello delle istituzioni a investire sull’agricoltura italiana e sui territori, favorendo lo sviluppo di un grano duro nazionale di qualità e sempre più sostenibile”.
 
Per quanto riguarda l’impegno sulla filiera, è un tema presente nel gruppo di Parma già dalla metà degli anni Novanta. La ricerca messa in campo in questi anni ha permesso di selezionare grani di qualità “adatti a essere coltivati nelle varie zone del nord, centro e sud Italia, in funzione delle diverse caratteristiche climatiche e dei terreni. E soprattutto ha coinvolto in questo processo oltre 8mila agricoltori, cui ha fornito assistenza e strumenti per migliorare la qualità del grano duro italiano e per facilitare l’adozione di pratiche di coltivazione con minore impatto ambientale”. L’intesa punta a potenziare questo percorso “promuovendo pratiche di agricoltura sostenibile, anche grazie al supporto di nuove tecnologie; sviluppando nuove varietà di grano duro, adatte al territorio e ai diversi climi; favorendo il dialogo tra tutte le componenti della filiera grano-pasta, per trovare soluzioni condivise ai problemi comuni”.

Per ridurre l’impatto ambientale della filiera, Barilla propone l’adozione del suo decalogo per la produzione del grano duro di qualità “che prevede l’uso di tecnologie digitali per il monitoraggio, la rotazione delle culture, la riduzione dell’uso di fitofarmaci”.

“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”

Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA

Argomenti:
Barilla
ministero dell’Agricoltura
Protagonisti:
Teresa Bellanova
Paolo barilla

Related posts

Lascia un commento