Binotto: ‘Nel 2020 la Ferrari darà più gioie come Monza ai tifosi. Voto basso al 2019, ma il bicchiere è mezzo pieno’ – La Gazzetta dello Sport


Il team principal: “Bene le tre vittorie, le nove pole, una vettura veloce e lo spirito di reazione della squadra. Non bene affidabilità ed errori. Siamo giovani come all’arrivo di Todt e Schumi, serve tempo. Ma non partiremo per il 2° posto”

“Nel 2020 miglioreremo sicuramente, qualche gioia in più come quella di Monza, la dobbiamo regalare, come minimo”. Mattia Binotto non se l’è sentita di fare promesse a buon mercato ai tifosi, ma la Ferrari la prossima stagione vuole necessariamente emozionare di più. Il team principal del Cavallino ha parlato alla tradizionale cena di fine stagione coi giornalisti italiani. “Promesse ai tifosi? Credo che in modo onesto non si possa rispondere alla domanda – ha detto Binotto – non abbiamo la sfera di cristallo, non so cosa stiano facendo gli altri. Però mi aspetto da parte nostra un ulteriore miglioramento rispetto a quello che abbiamo fatto nel 2019. Quindi qualche gioia in più sicuramente, come quella di Monza, la dobbiamo regalare”.

Voto basso

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Nel 2019 errori ne sono stati fatti a tutti i livelli, Binotto lo ammette. Ma il team principal non vuole nemmeno buttare via tutto: “Complessivamente, per le aspettative che c’erano dopo il test di Barcellona, non si può dare un voto alto – ha detto – sul fronte affidabilità, insufficiente; sul fronte prestazioni, sufficiente; sul fronte degli errori in generale, insufficiente. Quindi, se dovessi dare un voto complessivo, dev’essere insufficiente. Però il bicchiere è mezzo pieno, credo che da parte mia è giusto guardare a quello. Nove pole quest’anno, sei consecutive, 406 giri in testa complessivamente nella stagione (32% del totale). Non si vinceva a Monza dal 2010, non si facevano sei pole consecutive dal 1974. Comunque qualcosa credo che si sia ottenuto. È una vettura che comunque ha dimostrato di essere veloce”.

Investimento

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E non solo: “Positivo è stato Leclerc, per come è cresciuto e si è integrato nella squadra, è merito suo, ma penso è anche merito della squadra per come l’ha gestito – ha detto Binotto – positivo è stato lo spirito di squadra, la reazione dopo l’estate. Quindi dare un voto solo insufficiente, credo che non sia corretto. Pensando che questo nostro percorso è un percorso di medio e lungo periodo sul quale stiamo investendo con stabilità, come primo anno, per tanti aspetti, ci sono cose positive. Poi, se uno guarda i risultati, solo tre vittorie, tutto sommato, per aver fatto 406 giri in testa, non è adeguato. Per aver fatto nove pole, tre vittorie ancora una volta non è adeguato. Per gli errori e l’affidabilità, è insufficiente. Si è comunque secondi nei costruttori. Ma il voto al nostro 2018, secondo me, non può essere insufficiente”.

Ciclo in costruzione

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Quando si parla di ciclo ferrarista vincente si tende a ricordare quello di Jean Todt-Michael Schumacher. Binotto vede della analogie: “Secondo me questo 2019 assomiglia molto al periodo 1995-97 quando arrivarono Todt e Michael, questa è una squadra giovane come quella di allora. Facevo parte di quei giovani assunti in quel periodo che hanno poi creato le fondamenta degli anni successivi come spinta e come creatività, si investiva e si guardava al futuro con una certa stabilità e serenità. Sono stati sfiorati titoli nel 1997 e nel ‘99 si è vinto il costruttori. Se dobbiamo ancora scontare il fatto di essere giovani prima di vincere? Io penso che, per aprire un ciclo vincente ed essere davanti in modo stabile, serva ancora qualche anno, detto in molto onesto. Ma come Ferrari abbiamo sempre l’obbligo morale di provarci ogni anno. Quindi noi partiamo con l’obiettivo di fare molto bene l’anno prossimo, non partiamo per arrivare secondi”.

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