Barton: “Il calcio femminile? Inferiore, a meno che…” – La Gazzetta dello Sport


Litigioso e ingestibile da giocatore, l’attuale tecnico del Fleetwood affronta a modo suo un tema caldo: “Vanno cambiate le dimensioni di porte, campi e palloni”

Nella sua carriera Joey Barton non si è mai fatto problemi a dire quello che pensava. E adesso che fa l’allenatore (è sulla panchina del Fleetwood, League One inglese) non ha certo cambiato modo di agire, anche se la sua ultima uscita dialettica è destinata a far discutere forse più dei suoi precedenti comportamenti da “bad boy”, perché è andata a toccare il calcio femminile. Sport che Barton ritiene sarà sempre “inferiore” a quello maschile, a meno che non vengano introdotti degli importanti cambiamenti regolamentari, come palloni più leggeri e campi e porte più piccole. “È uno sport diverso – ha detto l’ex centrocampista di Manchester City e Newcastle al podcast ‘Football, Feminism & Everything in Between’ – anche se, in sostanza, il calcio femminile dovrebbe essere adattato alle donne, fisiologicamente e biologicamente, cambiando le dimensioni delle porte e il peso dei palloni. Se vogliamo migliorarlo per fare in modo che resista da solo sul mercato, continuare a giocare sugli stessi campi degli uomini e con le stesse regole maschili, si finirà sempre per avere un prodotto inferiore, perché gli uomini sono più grossi, forti e veloci delle donne. Se invece lo si adatta, il calcio femminile potrebbe fare molti passi tatticamente e tecnicamente, ben oltre le limitazioni attuali”.

Palloni

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All’inizio dell’anno anche Emma Hayes, allenatrice della squadra donne del Chelsea, aveva suggerito di ridurre le dimensioni delle porte, così da compensare le differenze fisiche fra uomini e donne, ma Barton ha allargato il discorso anche ad altri aspetti della questione, come ad esempio i palloni. “Siamo realisti – ha concluso l’ex bad boy del calcio inglese – un pallone da calcio maschile è taglia 5, ma se riducessimo quello femminile alla taglia 4, qualcuno si accorgerebbe davvero della differenza? No di certo, ma è garantita (la differenza, ndr) in termini di fisicità e rendimento, livello e tipo di passaggi che alcune giocatrici potrebbero essere in grado di fare, perché il pallone è un po’ più piccolo e più adatto al loro fisico”.

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