Truffa dei diamanti, via libera alla restituzione delle pietre a 20 mila persone – Repubblica.it


MILANO – Le pietre preziose che hanno scottato molti ignari investitori tornano nelle loro mani. Il Tribunale fallimentare di Milano ha dato il via libera ad una maxi “restituzione” di diamanti “ad almeno 20mila” investitori in tutta Italia. Si tratta di persone che li avevano acquistati dalla ‘Intermarket diamond business’, una delle 2 società, assieme a Diamond Private Investment, finita al centro con alcune banche dell’inchiesta milanese su una presunta truffa sui preziosi, venduti a prezzi gonfiati rispetto al loro valore, con anche alcuni vip raggirati, tra cui Vasco Rossi.

Il giudice Alida Paluchowski, dato che il curatore fallimentare della società, fallita a gennaio, ha dato “il consenso” a restituire i diamanti “inventariati” fino agli inizi di ottobre (acquistati dai risparmiatori e lasciati in custodia alla Idb), ne ha autorizzato, si legge nel provvedimento, “la restituzione” ai titolari. “A questo punto – spiega Adoc Alta Toscana, associazione che rappresenta dei risparmiatori – le banche si rendono disponibili a intermediare la restituzione per coloro che hanno in atto transazioni per quanto riguarda il profilo del risarcimento del danno”.

Il curatore, si legge nel provvedimento del giudice, “fa presente che, dovendo restituire i diamanti ad almeno 20.000 titolari distribuiti su tutto il territorio, i costi sono ingenti e che per tale ragione sono state intraprese trattative con le banche allo scopo di verificare la disponibilità delle stesse a coadiuvare il fallimento nella materiale restituzione”.

Truffati eccellenti: Federica Panicucci, Vasco Rossi, Diana Bracco

Il curatore, poi, richiederà anche “un preventivo dei tempi e dei costi necessari di tale imponente attività di restituzione anche ad un’impresa specializzata al fine di effettuare tutte le valutazioni del caso”. In più, il giudice ha fissato “per l’esame delle ulteriori domande di restituzione” altre udienze per il 27 gennaio e per il 16 marzo. Il curatore per quelle date, infatti, comunicherà altri “elenchi” nei quali saranno “abbinati i titolari alle pietre ancora da restituire”.

Dall’inchiesta penale sulla maxi truffa, chiusa nelle scorse settimane, sono emersi, intanto, questi numeri: presunti profitti illeciti per quasi 500 milioni di euro, oltre 300 persone individuate come vittime tra le “decine di migliaia di risparmiatori”, 87 persone fisiche indagate assieme a sette società, tra cui cinque banche. A febbraio c’era stato un sequestro preventivo da oltre 700 milioni di euro, anche a carico degli istituti di credito.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA

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