Rugby, il nuovo Pro 14: una cascata di euro per le casse della Fir? – La Gazzetta dello Sport


Con l’ingresso nel torneo di Cvc, società finanziaria britannica, la Federazione incasserebbe una quindicina di milioni

Una nuova cascata di euro sull’ovale italiano? Possibile, probabile. Mancano tre giorni al via della Coppa del Mondo 2019, ma al Pogue’s Mahone, storico pub milanese, si è lanciato in grande stile il 10° Pro 14, al via il 27-28 settembre, con Benetton Treviso e Zebre ambiziose protagoniste italiane dopo lo storico accesso veneto agli scorsi playoff. Ospite d’onore è stato l’amministratore delegato del torneo, l’inglese Martin Anayi. E la sua presenza ha reso inevitabili certi discorsi di carattere economico. È noto ai più: l’ex torneo celtico (ora allargato a due franchigie sudafricane) sta per beneficiare – come probabilmente accadrà al Sei Nazioni – dell’ingresso nel movimento di Cvc, società finanziaria britannica specializzata in private equity, già presente in F.1 e MotoGP. Ora proprietaria del 27% della Premiership, il campionato inglese, acquisirebbe la stessa quota del Pro 14. L’investimento complessivo nella disciplina si aggirerebbe sui 500 milioni, 120 dei quali da riservare al Pro 14. Circa la metà di questi finirebbe dritta nelle casse delle quattro Union coinvolte (quella sudafricana è ospite), per un “bottino” quindi di una quindicina di milioni a testa.

Fir paritetica

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Fir compresa, visto che entro la fine di settembre o per l’inizio di ottobre, dopo un lungo lavoro di cesello, diventerà paritetica alle federazioni di Irlanda, Galles e Scozia. Considerando che l’ente presieduto da Alfredo Gavazzi, in riferimento al Pro 14, ha sin qui contabilizzato costi (circa 10 milioni annui “girati” ai due club) e ben pochi ricavi, è facile intuire quale potrà essere la portata della novità. E la cifra, col Sei Nazioni, aumenterebbe addirittura fino a 40 milioni. “Il nostro prodotto è in crescita – si è limitato a dire Anayi – e come tale diventa assai appetibile”. “Saremo più visibili e più competitivi” ha ammesso lo stesso Gavazzi. Le trattative (ma c’è di più) sono in corso. Intanto, dopo Cardiff 2020, si torna a parlare di una possibile finale in Italia.

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