Rally Marocco: come si vive il bivacco fra tappeti, pasti, falò e massaggi – La Gazzetta dello Sport


Uno spaccato del Raid nei 16.250 mq della struttura che offre ai concorrenti riposo, ristoro, docce e cure mediche, ma anche convivialità e svago

Uno dei caratteri distintivi del Rally del Marocco rispetto alla Dakar e agli altri rally-raid è la presenza di un unico bivacco, edificato alle porte di Erfoud, nel sud del Paese. A spiegare questa scelta strategica è David Castera, direttore del rally: “Nella maggior parte dei rally-raid i mezzi di assistenza percorrono dai 500 ai 600 km al giorno, mentre ai concorrenti toccano dei lunghi trasferimenti che sono fonte di rischio e stanchezza. Noi invece abbiamo preparato un percorso circolare, con 3 delle 5 tappe che partono e rientrano a Erfoud, così da permettere ai meccanici di riposarsi e godere del bivacco”.

TAPPETI A GO-GO

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Castera voleva inoltre recuperare lo spirito dello origini: “La convivialità della disciplina non è più percepibile nei bivacchi. Io voglio far rivivere l’anima dei rally-raid di una volta, quando i concorrenti hanno terminato la loro fatica giornaliera”. L’intero bivacco misura 16.250 mq e appare in linea con le tradizioni dei beduini: 2.475 tappeti ricoprono la superficie riservata ai piloti (il parco assistenza si trova poco fuori) per i quali sono state allestite oltre 400 tende, una sessantina per gli aspetti organizzativi e 347 per l’alloggio dei partecipanti. Alcune contengono due letti, altre 3 ed altre ancora 4, tutti dotati di materassi e coperte, una sedia, un tavolino, una lampada e una presa di corrente. In totale sono 500 i posti letto a disposizione ogni notte ma i “big” dei team più ricchi preferiscono alloggiare negli hotel distanti una decina di km dal bivacco.

FESTA IN PIAZZA

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Al centro del bivacco c’è una enorme piazza da 2.300 metri quadrati da cui è possibile accedere alle tende del centro medico, dei fisioterapisti (in tutto operano 24 persone tra medici, infermieri, osteopati e fisioterapisti, alcuni dislocati su un elicottero riservato ai soccorsi), della giuria internazionale e dei commissari FIA. In questa piazza ogni sera i concorrenti si ritrovano alle 19.30 per il briefing con cui in inglese e in francese viene spiegata la tappa della giornata seguente. Con il calare del sole vengono accesi due falò, intorno ai quali i partecipanti si siedono scambiandosi confidenze sulla tappa che si sono lasciati alle spalle e sulle fatiche del giorno seguente. La piazza ospita anche un tavolo da ping-pong e i tabelloni sui quali vengono esposti i risultati ufficiali, le penalizzazioni e le eventuali modifiche ai road-book.

MANCA NULLA

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A dieci metri di distanza c’è l’area ristorazione climatizzata da 1.100 metri quadrati che ogni giorno prepara 3.400 colazioni e 6.800 pranzi e cene, per i piloti, i meccanici e i membri dei team. Non mancano nemmeno le docce, i lavandini e i sanitari la cui acqua si serve di un km di canalizzazione realizzata per l’occasione. Ai fini ambientali sono presenti 4 zone di recupero di rifiuti tossici, altrettanti serbatoi e un camion con motopompa per il recupero dell’olio esausto. Della sicurezza del bivacco si occupano invece 180 poliziotti e militari e 50 vigilantes che controllano giorno e notte gli accessi. Per il rumore invece c’è poco da fare: molti meccanici lavorano fino a notte fonda per ripristinare la piena funzionalità dei veicoli. Ma dopo tappe da 400-500 km prendere sonno non è difficile

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