Formula 1 Suzuka, fra storia, tifoni e quel digiuno della Ferrari – La Gazzetta dello Sport


Domenica si corre il GP del Giappone, sull’unica pista del mondiale a forma di ‘8’ , con la minaccia del maltempo e il Cavallino che non ci vince dal 2004

Giulio Masperi

Per il GP del Giappone, 17° appuntamento della stagione, in programma domenica 13 a Suzuka, la Ferrari cerca un doppio obiettivo: interrompere il digiuno di successi sulla pista nipponica, che dura dal 2004 (vittoria di Schumacher), e rimandare la festa del titolo costruttori della Mercedes che lo conquisterebbe aritmeticamente se guadagnasse 14 punti in più del Cavallino nel weekend.

LA PISTA

—  

La gara va in scena sullo storico tracciato di Suzuka sull’isola di Honshu, la maggiore tra quelle che costituiscono il Paese del Sol Levante. L’impianto, costruito nel 1962 per volontà dell’azienda automobilistica Honda (che ancora oggi ne detiene la proprietà) con l’obiettivo di realizzare una pista di collaudo e test per auto e moto di serie, dal 1987 è entrato nel circus della F.1 (con le uniche eccezioni del 2007-2008, quando il GP del Giappone si corse sul tracciato rinnovato del Monte Fuji, già storica sede del GP negli Anni ’70). Con un design a forma di “8”, unico nel Mondiale, Suzuka misura 5,807 chilometri da percorrere per 53 giri (come Monza) per una distanza complessiva di 307.471 chilometri.

TRACCIATO MOLTO TECNICO

—  

Una pista tortuosa dal carico medio-basso, che alterna curve di ogni sorta a pochi rettilinei veloci, e amata dei piloti proprio per il layout articolato che esalta lo stile di guida e l’audacia, dove da tradizione i sorpassi sono difficili. Una pista caratterizzata da molte curve, ben 18, dai curvoni veloci come la Spoon Curve che piega a sinistra ed è ricavata da un circuito minore interno, alla successione di curve a “S” che i piloti incontrano nella prima parte del settore iniziale. Due soli i veri rettilinei, quello dal quale scattano le monoposto e il lungo rettifilo tra le curve 14 e 16 con nel mezzo la famosa curva 130 R (numero 15), così chiamata per il raggio di 130 gradi (in origine e sino al 2002) che le F.1 prendono (quasi) a pieno gas. Una sola la zona Drs, sul rettifilo di partenza, dove i piloti possono azionare l’ala mobile per guadagnare qualche chilometro orario di velocità e provare il sorpasso. Proprio il rettilineo principale e la staccata dalla curva 16 Casio Triangle costituiscono le principali zone in cui è possibile tentare di superare chi precede.

I GIRI RECORD

—  

Il miglior tempo sul giro in assoluto in gara è quello messo a segno da Kimi Raikkonen (McLaren) nel 2005 che fermò il cronometro a 1’31″540 (media di 228.372 km/h). In gara il miglior tempo è quello di Sebastian Vettel in 1’32″318 (media 226.447 km/h).

I FRENI

—  

Si tratta di un tracciato molto guidato, che non mette particolare pressione all’impianto frenante (impiegato solo per il 15% del tempo in corsa), tanto che, come dettaglia Brembo, a Suzuka in ben 10 curve, compresa la Dunlop, i freni non sono sfiorati dai piloti, mentre le frenate più impegnative sono alla curva 16, dove i piloti passano da 315 km/h di velocità a 103 in soli 120 metri, premendo il pedale per 2″41 secondi con una decelerazione massima di 5,3 G, e l’Hairpin (curva 11) con frenata di 2″82 secondi per passare da 284 km/h a 80.

LE GOMME

—  

La Pirelli in Giappone mette a disposizione le tre mescole più dure della gamma: C1 (dure) di colore bianco, C2 (medie) gialle, C3 (soft) rosse. Per i lunghi curvoni come la 130R e la Spoon Curve la pista enfatizza in particolare i carichi laterali (e non longitudinali). L’asfalto di Suzuka presenta livelli di rugosità e abrasività tra i più elevanti dell’intera stagione, cosa che aumenta il degrado delle gomme. Sotto le scelte delle mescole dei team.

I COSTRUTTORI

—  

Nel 17° round stagionale le Frecce d’Argento porteranno a Suzuka un nuovo pacchetto aerodinamico, un aggiornamento della monoposto W10, mentre non sono attese novità in quest’ordine in casa Ferrari, che ha introdotto gli ultimi aggiornamenti sulla SF90 al GP di Singapore.

PISTA DECISIVA

—  

In diverse occasioni Suzuka ha ospitato gare che hanno attribuito il titolo iridato, con alcune “pagine” memorabili per il motorsport. Qui nel 1989 l’incidente tra Ayrton Senna e Alain Prost, compagni in McLaren-Honda, decretò la vittoria del francese, mentre l’anno successivo (con il celebre contatto tra i due – Prost in Ferrari – alla prima curva e l’annesso ritiro di entrambi) fu il brasiliano a festeggiare in Giappone. Senna che proprio a Suzuka brindò anche al titolo 1991, l’anno in cui Nigel Mansell su Williams-Renault uscendo di pista alla curva 10 “regalava” ad Ayrton la matematica vittoria del terzo titolo mondiale. Sul tracciato giapponese, inoltre, hanno festeggiato il campionato Michael Schumacher nel 2000 (primo Mondiale dell’era Schumi in rosso) e nel 2003 (il tedesco però nel 2006 a causa della rottura del motore della sua Ferrari proprio a Suzuka lasciò il titolo a Fernando Alonso su Renault), e Sebastian Vettel nel 2011 con la Red Bull.

MALTEMPO, I PRECEDENTI

—  

Sul regolare svolgimento del programma del GP aleggia la minaccia del tifone Hagibis, di categoria 5, che dovrebbe arrivare nella zona di Suzuka nella giornata di sabato e potrebbe condizionare sopratutto lo svolgimento delle qualifiche. Va ricordato che già nel 2004 e 2010 le qualifiche furono disputate di domenica mattina, prima della gara.

Related posts

Lascia un commento