Marinaio della nave della legalità aveva la legionella: scatta l’avviso per i 1500 studenti


Un caso di legionellosi, malattia infettiva provocata dal batterio legionella pneumophila, ha colpito un membro dell’equipaggio del traghetto Excelsior, dalla quale nella mattinata di venerdì sono sbarcati gli studenti, i docenti e gli ospiti della Nave della Legalità. A darne notizia è il Ministero della Salute, da cui si apprende che l’uomo non ha preso parte al viaggio compiuto dalla nave tra il 22 e il 24 maggio da Civitavecchia a Palermo, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci. Il marittimo, a seguito della comparsa dei primi sintomi, era stato fatto scendere a Genova il 20 maggio. Nel corso degli accertamenti effettuati nel capoluogo ligure, è risultato affetto da legionellosi. La notifica obbligatoria da parte della Asl ha fatto scattare la profilassi.

Nessun allarme (ma attenzione ad alcuni sintomi)
In ragione dell’elevata presenza di passeggeri a bordo, la maggior parte dei quali bambini e adolescenti, il Ministero della Salute invita a «rivolgersi al proprio medico curante» se, come si legge nel documento che porta la firma dell’Ufficio sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf) di Civitavecchia, nei prossimi dieci giorni un passeggero avvertisse «febbre, brividi, dolore alle articolazioni, tosse, mialgia, cefalea, confusione, nausea, dolore addominale e diarrea». Di fronte all’eventuale manifestarsi di queste condizioni, si invita «a informare un medico del rischio connesso al viaggio effettuato tra il 22 e il 24 maggio e a richiedere appropriati esami per la diagnosi della malattia». Il batterio colpisce le vie respiratorie e può dare origine a due condizioni: la febbre di Pontiac (la forma meno grave) e la polmonite. Le complicanze, quando ci sono, riguardano quasi sempre quest’ultimo caso e sono dovute al mancato riconoscimento della causa.

Nave ferma a Civitavecchia
Il batterio responsabile della malattia si trasmette quasi esclusivamente per via aerea, attraverso l’inalazione di goccioline d’acqua contenenti quantità sufficienti del microrganismo. Non sono segnalati casi di contagio interumano né è possibile infettarsi bevendo acqua contaminata. Legionella pneumophila predilige ambienti umidi con elevate temperature e «ama» annidarsi nelle tubature: soprattutto in impianti che presentano falle, tortuosità e accumulo di calcare. Ecco spiegato perché costituisce un elemento di rischio in tutte le situazioni in cui le persone sono riunite in uno stesso ambiente – come case di cura, ospedali, piscine, navi da crociera e terme – in cui è in funzione un sistema di condizionamento, umidificazione e trattamento dell’aria. In ragione di ciò, nella giornata di giovedì, a Palermo sono state compiute le procedure necessarie a ridurre il rischio di contaminazione a bordo del traghetto. Ovvero: lo shock termico dell’impianto idrico e l’inibizione all’uso dell’impianto di condizionamento. Una seconda procedura col calore – facendo scorrere acqua a una temperatura compresa tra 70 e 80 gradi per almeno trenta minuti – è stata compiuta anche dopo l’arrivo nel porto di Civitavecchia. Qui la nave rimarrà ferma per qualche giorno, in attesa di completare la bonifica.



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