I poliziotti del servizio di ordine pubblico pagati con gift card da 1,02 euro non ricaricabili


Se vi dovesse capitare di rimanete intrappolati in coda al supermercato, perché di fronte a voi un cliente paga il conto con un malloppo di carte con codici a barre, ciascuna da 1 euro e 2 centesimi, non perdete la pazienza. Quel cliente è quasi sicuramente un poliziotto. Da circa un mese agli agenti impegnati nei servizi di ordine pubblico, ad esempio negli stadi o nelle manifestazioni di piazza, non vengono più consegnati i tradizionali «beni di conforto» , di retaggio militare, ma una moderna gift card da utilizzare al supermercato. Il classico sacchetto, con brioche o tavoletta di cioccolato e bottiglia d’acqua, è stato monetizzato dall’amministrazione della polizia, in accordo con le organizzazioni sindacali, con un valore di 1,02 euro. Per pagare questo importo, che si matura ad ogni servizio della durata di non meno di sei ore di lavoro, si è scelto il metodo moderno delle tessere con codici a barre. Ma sono «non cumulative». Quindi i poliziotti ricevono una tessera plastificata ad ogni servizio.

Alla faccia della «spending review», dice Eugenio Bravo segretario torinese del sindacato di polizia Siulp, sollevando il caso a livello nazionale. E aggiunge: «Prevedere una singola card dal valore di 1,02 euro oltre a far accumulare a ciascun poliziotto un numero spropositato di tessere da conservare e utilizzare, il costo in sé della scheda plastificata sembra proprio che superi il valore monetario della card stessa».

Gli agenti che hanno accumulato un certo numero di servizi possono andare al supermercato con una pila di tessere e pagare la spesa. Ogni card «però va letta» alla cassa, e l’importo sottratto al conto della spesa. Quindi code assicurate. Alla fine del conteggio l’addetto del supermercato ritira le tessere che andranno poi riutilizzate. «Un Paese come il nostro dove lo sviluppo tecnologico è sicuramente all’avanguardia – aggiunge Bravo – è impensabile che venga strutturato ed organizzato un sistema di recupero di spettanze di pagamento con una mentalità retrograda e che non onora il prestigio tecnologico dell’Italia». E afferma: «In tempi in cui il Governo cerca disperatamente di trovare risorse e tagliare gli sprechi, dal Siulp di Torino parte un modesta segnalazione che oltre a cercare di far risparmiare qualcosina, agevolerebbe l’utilizzo della card da parte dei poliziotti favorendo altresì le pratiche amministrative conseguenti alla registrazione e alla contabilizzazione delle tessere».



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